Svastiche, rune e croci celtiche, nel muro a pochi passi dall’ambasciata dell’Ungheria, dove campeggiava una scritta Ilaria libera.
L’ultima parola è stata cancellata e sotto il nome di Ilaria Salis la parola “muori“ circondata dai simboli fascisti. In chiaro attacco quindi alla donna di Monza detenuta in Ungheria con l’accusa di lesioni aggravate nei confronti di alcuni manifestanti di estrema destra.
L’azione è stata rivendicata dalla destra estrema che, oltre ad insultare la Salis, hanno anche lasciato altre scritte: “Il fascismo non si processa”, “Camerati liberi” e “Fuck Salis”.
Segnalate le scritte alla polizia sul posto anche gli investigatori della scientifica. Eseguiti i primi rilievi giovedì mattina al Nomentano è intervenuto il personale del Decoro Urbano del comune di Roma che ha provveduto a cancellare le frasi ingiuriose contro la Salis.
Frasi contro la 39enne di Monza che hanno trovato la ferma condanna della politica: “Una cosa gravissima che dimostra che sulla vicenda di Ilaria Salis sta montando un clima d’odio – dichiara in una nota stampa la senatrice dell’Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Cucchi -. Le scritte contro le Salis sono aberranti e mi auguro che al più presto vengano individuati i responsabili di questo ignobile gesto offendo per Roma e tutti i romani”.
Dura la condanna anche dei consiglieri dell’Alleanza capitolina Verdi-Sinistra Ferdinando Bonessio, Michela Cicculli, Alessandro Luparelli: “In attesa che il Governo riesca a riportare in Italia la nostra concittadina detenuta da un anno in condizioni disumane in Ungheria, vogliamo esprimere tutta la nostra vicinanza e solidarietà a Ilaria Salis contro la quale sono apparse delle scritte gravi e offensive su un muro vicino alla sede dell’ambasciata ungherese a Roma. Si tratta di un fatto gravissimo che condanniamo con assoluta fermezza convinti che questo generale clima di odio che sta interessando il nostro Paese non solo non porta nulla di buono ma anzi genera un’escalation di violenza che ci preoccupa notevolmente. Roma è una città antifascista che rifiuta ogni rigurgito appartenente a un passato che non deve mai più ripetersi. Per questo continueremo a batterci per il ritorno in Italia di Ilaria e per la difesa della libertà, della democrazia e dei diritti umani e civili che in questo momento, in un Paese dell’Unione Europea, sono negati alla nostra concittadina militante antifascista”.
“La vicenda di Ilaria Salis interroga tutti noi. Qualcuno risponde con parole di odio, come gli autori delle scritte apparse vicino all’ambasciata ungherese, che suscitano solo sdegno. A Roma non c’è spazio per svastiche e odio – dichiara il capogruppo capitolini di Demos e deputato Paolo Ciani -. Personalmente, credo che la strategia della violenza – anche verbale – non sia mai vincente ed esprimo massimo sostegno e piena solidarietà ad Ilaria”.











