Nel 2016, all’età di 29 anni, la figlia del diacono Ed Shoener, Katie, si è suicidata. Aveva lottato con il disturbo bipolare per oltre un decennio. È stata la sua morte a spingere Shoener a iniziare a difendere all’interno della Chiesa coloro che soffrono di malattie mentali. Ben presto ha fondato l’Associazione dei ministri cattolici della salute mentale, un’associazione senza scopo di lucro che sostiene le parrocchie e le diocesi nell’istituzione di ministeri per la salute mentale.
Lo stesso diacono Shoener ha condiviso questa storia durante la prima conferenza su questo tema tenutasi in Vaticano lunedì scorso, che ha riunito persone attive nel ministero cattolico della salute mentale in tutto il mondo. Tra i partecipanti c’erano funzionari del Vaticano, membri dell’Associazione dei ministri cattolici della salute mentale del diacono Shoener, con sede negli Stati Uniti e persone, che lavorano in prima linea in Moldavia, India, Sudafrica e altrove.
Monsignor Anthony Ekpo, sottosegretario del Dicastero per la promozione dello sviluppo umano integrale, è stato il primo a parlare. Ha detto che la salute mentale è diventata una priorità per il suo Dicastero in seguito alle conversazioni avute con le Chiese locali di tutto il mondo, che spesso sollevano la questione come una delle principali preoccupazioni. Particolarmente allarmanti, ha detto monsignor Ekpo, sono le violazioni dei diritti umani a volte commesse contro coloro che hanno questo tipo di disturbi.
Il presule ha inoltre sottolineato il legame tra salute mentale e crisi ambientale, un settore chiave per il suo Dicastero: le ansie e le difficoltà concrete legate all’emergenza climatica, ha detto, possono infatti aggravare notevolmente i problemi di salute mentale. Come contromisura, ha suggerito quella che Papa Francesco chiama “ecologia della vita quotidiana”. Questa idea, ha spiegato, è tratta dall’enciclica Laudato si’ del 2015 e significa prestare attenzione agli ambienti in cui viviamo e al modo in cui essi “influenzano il nostro modo di pensare, sentire e agire”.
C’è una vera e propria carenza di professionisti della salute mentale in tutto il mondo, ha osservato il vescovo John Dolan, della diocesi statunitense di Phoenix. Per questo motivo, ha affermato, è molto importante che la Chiesa cerchi di colmare questo vuoto e di fornire assistenza a persone che altrimenti non ne riceverebbero. Il ruolo della Chiesa in questi casi tuttavia, ha sottolineato, non può essere quello di diagnosticare, prescrivere o curare, lavoro che deve essere lasciato ai professionisti. Invece, ha detto, la Chiesa deve accompagnare – tanto le persone con problemi di salute mentale quanto i loro famigliari. Nella sua diocesi monsignor Dolan gestisce una serie di progetti con questo obiettivo. Tra questi, una missione di formazione dei sacerdoti per renderli più consapevoli dei problemi di salute mentale, in modo che possano mettere in contatto chi ne soffre con i professionisti. Troppo spesso, ha detto, i sacerdoti trattano le persone con problemi di salute mentale come se soffrissero di problemi spirituali – per esempio, dicendogli di non pregare abbastanza, o addirittura di essere posseduti dal demonio. Dolan aiuta anche i consulenti e gli altri professionisti della salute mentale della sua diocesi – il cui lavoro non è generalmente ben retribuito – a trovare un alloggio a prezzi accessibili per consentire loro di svolgere il loro lavoro fondamentale.
Padre Frédéric Fornos ha parlato della collaborazione tra la Rete mondiale di preghiera del Papa, da lui diretta, e l’Associazione dei ministri cattolici della salute mentale.Nel 2021, ha detto, il Papa aveva chiesto di pregare per coloro che soffrono di stress lavorativo cronico e depressione. Questo ha portato a una collaborazione con l’organizzazione del diacono Shoener, che ora fornisce ogni mese preghiere per la salute mentale legate all’intenzione di preghiera del Papa. Padre Fornos ha suggerito che la preghiera può essere una risorsa utile per chi soffre di problemi di salute mentale e ha citato le parole di Gesù: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e portate fardelli pesanti, e io vi darò riposo”. (Matteo 11:28)











