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Arrestata coppia di usurai: minacciava le vittime vantando rapporti con la criminalità organizzata

18/09/26 - 09:48

Spacciandosi come intermediari per ottenere prestiti da presunti creditori, in due anni avrebbero agganciato sei vittime, costruendo con loro un rapporto fondato su intimidazioni, minacce, estorsioni e usura. È quanto ricostruito dagli agenti della Squadra Mobile di Roma, coordinati dai magistrati del Dipartimento Criminalità Diffusa e Grave della Procura, in un’indagine culminata nell’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 40enne e di una 31enne, entrambi romani.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, tra il 2017 e il 2025 i due avrebbero preso di mira diversi esercizi commerciali della città, facendo leva sulle difficoltà economiche dei titolari per proporre prestiti a tassi usurai, dal 20 all’80 per cento, rafforzando la propria capacità intimidatoria con riferimenti a presunti creditori riconducibili all’ambiente criminale di Montespaccato. Nel periodo oggetto dell’indagine, la donna risulterebbe coinvolta attivamente solo nei confronti di una delle sei vittime, presso la quale era stata assunta come dipendente su indicazione del complice.

Gli indagati avrebbero esercitato pressioni reiterate sui debitori per ottenere la restituzione delle somme, maggiorate di interessi calcolati su base settimanale, con pagamenti effettuati in contanti o tramite ricariche su carta prepagata. In caso di ritardi, alle richieste di pagamento si sarebbero affiancate minacce sempre più esplicite, fino a prospettare ritorsioni fisiche.

Le condotte documentate nel corso delle indagini hanno permesso di delineare un quadro indiziario a carico di entrambi, confluito nell’ordinanza con cui il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma ha disposto la custodia cautelare in carcere per il 40enne e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per la 31enne. Entrambi sono ritenuti responsabili in concorso di usura aggravata.

Si precisa che, trattandosi di indagini preliminari, per gli indagati vige la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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