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La Giunta approva le nuove regole per monopattini ed e-bike in sharing

28/08/26 - 12:48

La Giunta Capitolina ha approvato le nuove Linee guida per l’autorizzazione dei servizi di noleggio (sharing) a flusso libero di monopattini e biciclette a pedalata assistita. È l’atto che apre la strada al nuovo avviso pubblico per la selezione degli operatori: fino a tre titoli per il servizio con monopattini e fino a tre per il servizio con biciclette, con autorizzazioni della durata di tre anni, prorogabili tra i quattro mesi e un anno.

Le regole finora in vigore risalgono al 2022 per i monopattini e al 2023 per le biciclette, e scadono rispettivamente il 31 agosto e il 31 ottobre di quest’anno: ci sarà dunque soltanto una breve proroga tecnica per allineare i due servizi. Nel frattempo è cambiato il quadro nazionale: la legge 177 del 2024 ha introdotto per i monopattini l’obbligo del casco per tutti i conducenti a prescindere dall’età, la targa e il contrassegno identificativo, la copertura assicurativa per la responsabilità civile verso terzi, il divieto di sosta sui marciapiedi fuori dagli stalli individuati dai Comuni. Le nuove Linee guida recepiscono quegli obblighi e vi aggiungono ciò che spetta decidere alla città.

Le linee guida approvate tengono fermo l’impianto che ha funzionato finora – pochi operatori, mezzi distribuiti su tutta la città, funzione di ultimo miglio – e aggiungono ciò che mancava: l’integrazione tariffaria con il trasporto pubblico, tetti espliciti nelle aree centrali, densità minime garantite nei quartieri, un monitoraggio automatico e un sistema sanzionatorio che arriva fino alla revoca. Monopattini e biciclette potranno essere lasciati soltanto in stalli individuati; in alcune strade l’accesso sarà interdetto; in altre la velocità dovrà scendere sotto i sei chilometri orari, come già previsto dalla legge nelle aree pedonali. Sono previsti inoltre parcheggi dedicati obbligatori e postazioni in cui reperire il casco.

Sul fronte dei mezzi, tutti i dispositivi dovranno essere conformi alla normativa nazionale, con targa, contrassegno e copertura assicurativa. Il bando chiederà anche un passo avanti tecnologico: dotazioni in grado di impedire l’avvio del mezzo quando i sensori rilevano due persone a bordo, risposta puntuale al comportamento che, insieme alla sosta selvaggia, ha spinto altre capitali europee a vietare il servizio. Sarà infine verificata l’intera catena di fornitura, comprese le norme antincendio sulla ricarica delle batterie.

Tutti gli operatori dovranno praticare una tariffa agevolata ai titolari di abbonamento annuale Metrebus zona A in corso di validità, tariffa che non potrà subire maggiorazioni per l’intera durata dell’autorizzazione. Il riconoscimento sarà automatico: Roma Servizi per la Mobilità metterà a disposizione degli operatori la verifica in tempo reale della titolarità dell’abbonamento, e lo sconto verrà applicato direttamente nell’app di noleggio. In sede di gara sarà inoltre premiata l’estensione del servizio lungo le principali direttrici metro-ferroviarie urbane.

Nelle aree centrali sono fissati limiti massimi per ciascun operatore e per ciascuna tipologia di mezzo: trenta unità nella ZTL Tridente, trecento nella ZTL Centro storico diurna al netto del Tridente, settanta nella ZTL Trastevere notturna, ottocento nel resto del I Municipio. Fuori dal centro l’obbligo si rovescia: l’area operativa di ciascun operatore non potrà essere inferiore a novantacinque chilometri quadrati e nelle aree periferiche del Piano Generale del Traffico Urbano dovrà essere garantita una densità minima di dodici monopattini e sei biciclette per chilometro quadrato.

Le regole di dispiegamento su strada impongono una distanza minima di settanta metri tra i mezzi disponibili dello stesso operatore, raggruppamenti non superiori a cinque unità e almeno due metri tra i raggruppamenti di operatori diversi. La chiusura del noleggio sarà vincolata all’acquisizione di una fotografia che documenti il corretto stazionamento del mezzo. I mezzi lasciati dove non possono stare andranno rimossi entro sei ore dalla segnalazione, con costi a carico dell’operatore in caso di intervento dell’Amministrazione.

I veicoli immessi in servizio non potranno avere una vetustà superiore a ventiquattro mesi. Il servizio resta riservato ai maggiorenni, con registrazione tramite documento d’identità. Gli operatori dovranno garantire un call center attivo 24 ore su 24 in italiano e inglese, autocertificare l’uso esclusivo di energia rinnovabile per la ricarica e assicurare una disponibilità di mezzi non inferiore al 90% della flotta autorizzata da aprile a ottobre e al 70% da novembre a marzo.

Il rispetto dei limiti di densità e di flotta sarà verificato automaticamente da Roma Servizi per la Mobilità con sette rilevazioni al giorno. Le irregolarità faranno crescere in automatico il canone del mese successivo; superata la soglia stabilita scatteranno una sospensione di sette giorni, poi due sospensioni di trenta giorni con ritiro dei mezzi in deposito e infine la decadenza dell’autorizzazione, con scorrimento della graduatoria.

“Sui monopattini in sharing – ha commentato l’assessore alla Mobilità, Eugenio Patanè – l’Europa si è divisa in due. Parigi li ha cancellati dopo il referendum del 2023, Madrid ha revocato le licenze ai suoi tre operatori l’anno successivo, e la stessa scelta è stata fatta a Praga e, in Italia, a Firenze”. Patanè ha spiegato di comprendere le ragioni di quelle scelte, ma ha aggiunto di ritenere il divieto “la risposta comoda e sbagliata”, preferendo invece la strada di “governare” il fenomeno con “numeri chiari, spazio pubblico rispettato, controlli automatici e conseguenze reali per chi non mantiene i patti”.

L’assessore ha poi ricostruito il percorso fatto da Roma dal 2021, quando la città aveva sette operatori e oltre 26mila mezzi in circolazione senza una vera regolamentazione, fino al primo regolamento organico che ha ridotto gli operatori a tre e spostato migliaia di veicoli dal centro storico ai quartieri. Un cambiamento che, secondo Patanè, si riflette nei dati di utilizzo: i giorni di punta non sarebbero più il sabato e la domenica, ma il mercoledì e il giovedì, segno che il servizio è diventato parte della mobilità quotidiana dei romani più che uno strumento turistico o per il weekend.

Infine, l’assessore ha sottolineato due scelte considerate centrali: lo sconto automatico per gli abbonati Metrebus, pensato per rendere questi mezzi “un’estensione del trasporto pubblico fino al portone di casa”, e l’obbligo per gli operatori di garantire una presenza anche fuori dal centro storico, con l’obiettivo dichiarato che “la micromobilità condivisa deve servire chi vive a Roma, non soltanto chi la visita”.

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