Una nuova azione ad ampio raggio della Polizia di Stato ha attraversato la periferia est della Capitale, incrociando il contrasto alle piazze di spaccio di Tor Bella Monaca con il presidio delle principali arterie urbane, delle fermate della linea C della metropolitana e degli esercizi commerciali del quadrante.
Il dispositivo, coordinato dal Dirigente del VI Distretto Casilino, ha messo in campo un’architettura operativa interforze che ha visto scendere in azione, accanto agli agenti della Polizia di Stato, personale della Polizia Locale di Roma Capitale e dell’ASL Roma 2, con un approccio calibrato per colpire contemporaneamente il fronte del controllo del territorio, quello antidroga e quello amministrativo-commerciale.
La “staffetta dello spaccio” in via dell’Archeologia
Particolare attenzione è stata riservata a via dell’Archeologia e alle sue diramazioni, dove gli agenti hanno ricostruito diversi modelli operativi della vendita al dettaglio di stupefacenti, tra divisione dei ruoli, micro-depositi mimetizzati nel verde e dosi pronte a passare di mano in pochi istanti.
In un primo intervento è stata scoperta quella che gli investigatori descrivono come una vera e propria “staffetta dello spaccio”: una donna romana e un 25enne tunisino, con l’uomo che agganciava il potenziale cliente per poi indirizzarlo verso la complice, incaricata di perfezionare lo scambio a pochi metri di distanza. Dopo aver assistito a una cessione, gli agenti sono intervenuti: nella borsa della donna sono stati trovati 86 involucri tra crack, cocaina ed eroina, oltre a 115 euro in contanti, mentre l’uomo aveva con sé altri 60 euro. Per entrambi è scattato l’arresto per detenzione ai fini di spaccio in concorso.
La “cassaforte verde” nel cespuglio
Poco distante, un cittadino egiziano aveva trasformato un cespuglio a ridosso dei giardini condominiali in un nascondiglio dal quale prelevava, di volta in volta, un borsello con gli involucri destinati agli acquirenti. Dopo averne monitorato i movimenti, gli agenti sono intervenuti al termine di due cessioni, sequestrando 99 involucri di crack e cocaina e 180 euro in contanti. Anche per lui è scattato l’arresto.
Fuga tra i porticati e resistenza a pubblico ufficiale
Un diverso epilogo ha caratterizzato l’arresto di un 44enne romano che, alla vista degli agenti, avrebbe spintonato uno degli operatori prima di darsi alla fuga a piedi tra i porticati della zona, dove è stato raggiunto e bloccato nonostante la resistenza opposta. La successiva perquisizione ha chiarito il motivo della fuga: nel vano della portiera dell’auto sono stati trovati 56 involucri di crack e cocaina, per oltre 33 grammi complessivi, mentre l’uomo aveva con sé 480 euro in contanti. È stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e detenzione ai fini di spaccio. Gli approfondimenti sul suo telefono cellulare hanno inoltre permesso di risalire a un complice, successivamente denunciato in stato di libertà per lo stesso reato.
Un arresto anche alla stazione Grotte Celoni
L’azione della Polizia di Stato si è estesa anche alla stazione Grotte Celoni della metro C, dove un cittadino nigeriano è stato arrestato dopo aver opposto resistenza durante un controllo.
Controlli anche sul fronte amministrativo
Parallelamente alle attività antidroga, i controlli si sono estesi a cinque attività commerciali del quadrante, dalle quali sono emersi 12 illeciti amministrativi, per un totale di sanzioni pari a 3.908 euro. Ad esse si sono aggiunte diverse prescrizioni dell’ASL Roma 2 per carenze igienico-sanitarie e strutturali riscontrate negli esercizi.
Il bilancio complessivo
Il servizio ha portato al controllo complessivo di 129 persone e 32 veicoli, con quattro sanzioni per violazioni al Codice della Strada e una segnalazione alla Prefettura per un cittadino italiano trovato in possesso di mezzo grammo di cocaina. L’operato della Polizia di Stato è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria.
Si precisa che, in base al principio di presunzione di innocenza, le persone coinvolte nell’operazione sono da considerarsi non colpevoli fino a un’eventuale sentenza di condanna definitiva.
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Blitz della Polizia a Tor Bella Monaca: cinque arresti, sequestrati oltre 240 involucri di droga
Operazione interforze tra piazze di spaccio, metro C ed esercizi commerciali della periferia est
ROMA – La periferia est della Capitale è stata teatro nelle scorse ore di una vasta operazione della Polizia di Stato, che ha unito il contrasto alle piazze di spaccio di Tor Bella Monaca al presidio delle principali arterie stradali, delle fermate della linea C della metropolitana e degli esercizi commerciali della zona.
Il servizio, diretto dal Dirigente del VI Distretto Casilino, ha visto in campo una squadra interforze composta da agenti della Polizia di Stato, personale della Polizia Locale di Roma Capitale e operatori dell’ASL Roma 2, impegnati su tre fronti paralleli: controllo del territorio, contrasto allo spaccio e verifiche amministrative sulle attività commerciali.
Via dell’Archeologia, sotto la lente le tecniche di spaccio
Il cuore dell’operazione si è concentrato su via dell’Archeologia e sulle strade limitrofe, dove gli agenti hanno mappato diverse modalità di vendita al dettaglio degli stupefacenti: ruoli distinti tra i complici, piccoli depositi nascosti nel verde e dosi pronte per essere cedute in pochi secondi.
Il primo intervento ha smascherato quella che gli investigatori definiscono una “staffetta dello spaccio”, messa in piedi da una donna romana e da un 25enne tunisino: il compito dell’uomo era agganciare il cliente per poi indirizzarlo verso la donna, posizionata a pochi metri di distanza e incaricata di concludere la cessione. Dopo aver osservato lo scambio, gli agenti sono intervenuti trovando nella borsa della donna 86 involucri tra crack, cocaina ed eroina e 115 euro in contanti; l’uomo aveva con sé altri 60 euro. Per entrambi è scattato l’arresto in concorso per detenzione ai fini di spaccio.
Il nascondiglio nel cespuglio
A poca distanza, un cittadino egiziano aveva individuato un diverso sistema: un cespuglio vicino ai giardini condominiali era stato trasformato nel nascondiglio di un borsello, da cui l’uomo attingeva di volta in volta le dosi da consegnare. Gli agenti, dopo averlo tenuto sotto osservazione, sono intervenuti al termine di due cessioni, sequestrando 99 involucri di crack e cocaina insieme a 180 euro in contanti. Anche in questo caso è scattato l’arresto.
Tenta la fuga tra i porticati, arrestato 44enne
Un terzo episodio ha riguardato un 44enne romano che, non appena visti gli agenti, avrebbe spinto uno degli operatori per poi tentare la fuga a piedi tra i porticati della zona. Bloccato nonostante la resistenza opposta, l’uomo è stato sottoposto a perquisizione: nel vano portiera della sua auto sono stati trovati 56 involucri di crack e cocaina, per oltre 33 grammi complessivi, e 480 euro in contanti. È stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e detenzione ai fini di spaccio. L’analisi del suo cellulare ha permesso agli investigatori di risalire anche a un complice, denunciato in stato di libertà per lo stesso reato.
Un altro arresto alla fermata Grotte Celoni
Il dispositivo si è esteso anche alla stazione Grotte Celoni della metro C, dove un cittadino nigeriano è stato arrestato dopo essersi opposto a un controllo con resistenza attiva.
Controlli anche su bar e negozi
Il servizio ha riguardato anche il versante amministrativo, con verifiche condotte in cinque attività commerciali del quadrante: sono stati riscontrati 12 illeciti amministrativi, per sanzioni complessive pari a 3.908 euro, oltre a diverse prescrizioni dell’ASL Roma 2 per carenze igienico-sanitarie e strutturali.
I numeri complessivi dell’operazione
In totale sono state controllate 129 persone e 32 veicoli, con quattro sanzioni elevate per violazioni al Codice della Strada e una segnalazione alla Prefettura nei confronti di un cittadino italiano trovato in possesso di mezzo grammo di cocaina. L’intera operazione è stata convalidata dall’Autorità Giudiziaria.
Si ricorda che, in base al principio della presunzione di innocenza, le persone coinvolte nell’operazione restano non colpevoli fino a un’eventuale sentenza di condanna definitiva.










