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Musei Vaticani, in mostra la “Deposizione di Cristo” del Mantegna ritrovato a Pompei

04/04/25 - 11:46

Per tutta la Quaresima di quest’anno giubilare, nell’ambito della rassegna Museums at Work, i Musei Vaticani invitano pellegrini e turisti a condividere la “riscoperta” di un capolavoro di arte e di fede: la “Deposizione di Cristo” di Andrea Mantegna. Del dipinto rinascimentale si erano perse le tracce. Ritrovato a Pompei, è stato restaurato in Vaticano e, al termine dell’esposizione, tornerà nel Santuario mariano fondato da Bartolo Longo.

Come spiega Vatican News dal XVI secolo se ne erano perse le tracce, al punto che molti studiosi si erano interrogati sulla sua effettiva esistenza. La Deposizione di Cristo di Andrea Mantegna risulta documentata nel 1524 nella basilica di San Domenico Maggiore a Napoli, poi scompare dalle fonti storiche. Incredibili le circostanze che hanno fatto riemergere il capolavoro.

“È un quadro potentissimo”, osserva la Direttrice dei Musei Vaticani, Barbara Jatta. “Al centro, il corpo esanime del Cristo in primo piano, con la testa reclinata e intorno alcune figure di mori che lo sorreggono, ma anche una Madonna in secondo piano, in ombra, con un’espressione di dolore fortissimo e intimo. C’è poi la Maddalena disperata che alza le braccia al cielo. In una delle mani ha un rosario. Molto probabilmente è questo il veicolo che, dalla Chiesa di San Domenico Maggiore a Napoli, passando per altri proprietari nel corso dei secoli, ha fatto giungere il dipinto – finora attribuito a un anonimo – nel Santuario fondato da Bartolo Longo a Pompei”.

Qualche anno fa l’opera è stata segnalata dal Santuario mariano sul portale della CEI BeWeB. Subito è saltata all’occhio di Stefano De Mieri, studioso dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, che, intuendone la raffinatezza oltre la coltre del tempo e delle vernici sovrapposte da restauri passati, ha avviato le ricerche.

Il quadro, ricondotto da De Mieri alla tradizione mantegnesca, ma in condizioni conservative molto compromesse, è stato affidato nel maggio 2022 – su intuizione dell’arcivescovo prelato di Pompei, monsignor Tommaso Caputo – ai laboratori dei Musei Vaticani. Lì è stato sottoposto a un complesso intervento di restauro, preceduto da ricerche storiche e indagini avanzate non invasive. Una squadra di esperti è subito partita da Roma per il Santuario mariano.

“Ci siamo subito resi conto che, al di sotto di tanta ridipintura, c’era una bellissima materia: la mano di un pittore di qualità”, ricorda Barbara Jatta. “La prima cosa che abbiamo notato è stata l’impostazione del dipinto”, conferma Francesca Persegati, Capo del Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali Lignei dei Musei Vaticani: “Subito ci ha ricordato il Cristo morto di Brera. Ci hanno colpito anche altri dettagli, come i paesaggi”.

Riconducibili allo stile di Andrea Mantegna sono sicuramente lo sfondo con la città di Gerusalemme caratterizzata da edifici classici e rinascimentali e il taglio delle figure sui lati estremi della composizione.

L’esposizione temporanea per il periodo quaresimale nella Pinacoteca Vaticana della Deposizione di Cristo, dipinta dal celebre esponente del Rinascimento italiano, prelude a quella permanente che, spiega Barbara Jatta, “sarà allestita nella nascente pinacoteca a soggetto mariano che monsignor Caputo ha in animo di aprire per l’estate nel Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei”. La visita alla mostra è compresa nel biglietto di ingresso dei Musei Vaticani.

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