È tutto pronto nella Capitale per la 42esima edizione della Rievocazione Storica del Miracolo della Neve, un evento che ogni anno incanta residenti e turisti a Roma.
Grazie alla visione dell’architetto Cesare Esposito, dal 1983 è possibile godere dello spettacolo che rievoca il miracolo da cui nacque la Basilica di Santa Maria Maggiore.
Questa sera, a partire dalle ore 21:00, Piazza Santa Maria Maggiore si trasformerà in un teatro a cielo aperto. La Fanfara dei Carabinieri, diretta dal Maestro Danilo Di Silvestro, accompagnerà la serata con musiche classiche e inni, tra cui l’Inno di Mameli. La piazza antistante la basilica accoglierà il tradizionale spettacolo di luci sonore con le proiezioni luminose sulla fontana e sui palazzi. Il tutto sarà accompagnato dalle arie d’opera cantate dal dalla soprano Mary Prosperi e dal baritono Giuseppe Milli.
A partire dalle 21:30 avrà inizio la magia con le ‘nevicate’ ogni mezz’ora che andranno avanti fino alla mezzanotte. Alle 22:30 l’atteso volo dell’angelo che si librerà sopra le teste degli spettatori.
Poeti e scrittori, come Elisabetta Pamela Petrolati, Michele Cioffi, Concezio Salvi, Angelo Mancini, Stefano Tozzi, Roger Peace e Ilda Tripodi, racconteranno la storia della Madonna della Neve attraverso parole suggestive che trasmettono la sacralità e la bellezza di questo antico miracolo.
La madrina della serata, presentata da Angelo Blasetti e Pietro Romano, sarà Laura De Luca.
Quest’anno, l’evento sarà dedicato a Papa Leone XIV, alla memoria di Papa Francesco e alla pace nel mondo.
La storia
Per quanto improbabile che la neve cada in agosto, la storia racconta di una nevicata che sembrava impossibile, cioè a Roma, in Italia. 5 agosto 352, la neve cadde durante la notte a Roma.
A quel tempo vivevano nella Città Eterna un nobile, Giovanni e sua moglie, che malgrado non avessero figli, erano stati benedetti con tanti beni di questo mondo. Scelsero la Madre di Dio come erede della loro fortuna e, su suggerimento di Papa Liberio, pregarono che Lei potesse far loro sapere come farlo con un segno particolare.
In risposta, la Vergine Madre, durante la notte del 5 agosto, apparve a Giovanni e sua moglie e anche al Santo Padre, il Papa Liberio, ordinando loro di costruire una chiesa in suo onore sulla corona del colle Esquilino. E quale sarebbe il segno che Giovanni e sua moglie avevano richiesto? Che “La neve coprirà la cresta della collina”.
La neve raramente cade a Roma, ma i fiocchi caddero silenziosamente durante quella notte, coprendo la cima della collina storica. Al mattino la notizia si diffuse rapidamente e le folle si radunarono per accalcarsi sulla collina e contemplare il bianco splendore. La neve era caduta in un particolare disposizione, mostrando la traccia della futura chiesa.
La chiesa che ora sorge nel luogo del miracolo è Santa Maria Maggiore. La chiesa costruita da Giovanni e sua moglie in onore della Madonna della Neve, restaurata e ampliata in vari momenti era conosciuta con diversi nomi: la Basilica di Liberio, Santa Maria del Presepe (perché custodisce le reliquie della Presepe di Cristo); infine Santa Maria Maggiore, per distinguerla dalle tante altre chiese romane dedicate alla Madre di Dio. Dentro si trova un’immagine riverita come Madonna della Neve o Salus Populi Romani, che si ritiene sia stata prodotta da San Luca Apostolo.
Santa Maria Maggiore è una delle quattro basiliche in cui i pellegrini a Roma devono pregare per ottenere le indulgenze dell’Anno Santo.
A Roma il 5 agosto di ogni anno , nella patriarcale Basilica di S. Maria Maggiore, il miracolo viene ricordato, con una pioggia di petali di rose bianche, cadenti dall’interno della cupola durante la solenne celebrazione liturgica.










