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Letture per non dimenticare, 27 gennaio Giorno della Memoria

25/01/24 - 18:04

Sabato 27 gennaio ricorre Il Giorno della Memoria e tante sono le iniziative promosse da Enti pubblici e privati per ricordare la Shoah, la deportazione nei campi di concentramento e la morte di milioni di persone, non soltanto ebrei, ma dagli oppositori politici, agli omosessuali, passando per i sinti e per tutte le minoranze. Centinai di migliaia i bambini che non tornarono.

Questo vuole essere un semplice consiglio di lettura partendo dai saggi, per passare alla narrativa per adulti e bambini e chiudendo con due classici.

Come una rana d’inverno. Conversazioni con tre donne sopravvissute ad Auschwitz: Liliana Segre, Goti Bauer, Giuliana Tedeschi Daniela Padoan – Einaudi 

Daniela Padoan ha chiesto a tre testimoni: Liliana Segre, Goti Bauer, Giuliana Tedeschi, internate ad Auschwitz-Birkenau nello stesso periodo ma in età diverse della vita, di ripensare la loro esperienza di persecuzione, prigionia e ritorno a una impossibile normalità declinandola al femminile. Le tre visioni differenti e complementari diventano una narrazione sola che si fa relazione, dono di parole, in una circolarità in cui il lettore viene intaccato dalla viva voce di chi possiede «una doppia cittadinanza, nel mondo dei morti e nel mondo dei vivi».

Solo la speranza lenisce il dolore – Simone Weil – Corbaccio 

Questo libro nasce dal videoracconto che Simone Veil fece nel 2006 per la Fondation pour la Mémoire de la Shoah. Di fronte alla telecamera, Simone Veil parla della sua vita. Il sole di Nizza, una famiglia unita, repubblicana e laica. E poi invece il freddo, la fame, le umiliazioni, i compagni di prigionia, i rapporti fra uomini e donne, i suoi diciotto mesi in un campo di concentramento. Racconta il ritorno, nuove forme di umiliazioni, la difficoltà di parlare, il suo impegno per la salvaguardia della memoria. Solo la speranza che la Shoah non venga mai dimenticata può lenire il dolore.

Quando ascolterai questa canzone – Lola Lafon – Einaudi

Lola Lafon ha trascorso una notte intera nell’Alloggio segreto di Anne Frank, da sola. Vagando da una stanza all’altra, ha contato i pochi passi a disposizione di chi abitò quello spazio angusto per venticinque lunghi mesi e ne ha ascoltato le voci in fondo al buio. Lola Lafon ha cercato Anne Frank, la ragazza dietro l’icona, il volto dietro l’immagine riprodotta all’infinito, la scrittrice dietro l’autrice del diario, così noto che nessuno lo conosce davvero. Ora dopo ora, la notte si è popolata di storie, ricordi, fantasmi, verità. È nel vuoto dell’Alloggio segreto che Lola Lafon ha trovato tutto. Il 18 agosto del 2021 Lola Lafon prende un treno per Amsterdam. Passerà la notte – l’intera notte – da sola nell’Alloggio segreto di Anne Frank. Lola ha taccuino, un quaderno e poco altro come bagaglio per il viaggio. Vagando da una stanza all’altra, scandaglia i pochi metri quadrati sulle tracce della quotidianità di Anne Frank, della ragazza vitale, fremente, di cui resta un’immagine fissata per sempre in alcune fotografie sbiadite. L’insolito vagabondare notturno si rivela un’occasione per strappare al silenzio anche gli altri occupanti del nascondiglio: Fritz Pfeffer, i Van Pels, la sorella maggiore Margot, la madre Edith e il padre Otto, a cui si deve la pubblicazione degli scritti della figlia. Dialoga con la bambina che è stata nella Romania di Ceausescu, poi con la ragazzina appena arrivata in Francia ansiosa di omologarsi. E raccoglie le forze per rendere finalmente omaggio a una persona tanto amata che una volta le scrisse i versi di una canzone.

La ballata delle anime inutili – Tommaso Avati – Neri Pozza

Ispirandosi a un fatto realmente accaduto nell’Italia fascista – quando in un piccolo paese della Puglia un’intera comunità si convertì all’ebraismo mentre venivano promulgate le leggi razziali – Tommaso Avati racconta una grande famiglia e il suo lento, inesorabile disfacimento, che è anche la fine di un’epoca.

Fuga nella neveSofia Gallo – Salani

Con penna leggera come la neve, Sofia Gallo dipinge su carta paesaggi mozzafiato e personaggi indimenticabili, donne rivoluzionarie, uomini coraggiosi e amicizie indelebili. Racconta le ingiustizie della guerra, ma anche il senso di impotenza e il difficile meccanismo del crescere. E parla, con dolcezza e onestà, di tutti gli esclusi, gli emarginati, i diversi.

JudithLoredana Frescura e Marco Tomatis – Giunti

Angelo e Lidia sanno molte cose per essere due bambini di undici e sette anni. Sanno che c’è un motivo se hanno dovuto cambiare scuola e lasciare i loro compagni di classe. Sanno il significato di alcune parole difficili, come ‘leggi raziali’ o ‘deportare’, e che c’è qualcosa di terribile nell’aria che le loro famiglie non vogliono rivelargli. Ma soprattutto, Angelo e Lidia sanno di essere ebrei. È per questo che una mattina i due cugini si svegliano e non trovano più le loro famiglie: in fuga dalla minaccia nazista, li hanno abbandonati per proteggerli. Età di lettura: da 9 anni.

Ognuno muore solo – Hans Fallada – Sellerio

“Ognuno muore solo” (uscito nel 1947) è una rielaborazione letteraria dell’inchiesta della Gestapo che portò alla decapitazione due coniugi berlinesi di mezz’età. Una spietata caccia all’uomo, con tanto di bandierine sulle carte, guidata da investigatori tanto tecnicamente capaci quanto irrazionalmente mossi da un fanatismo assurdamente sproporzionato agli scopi. Fallada racconta di poveri eroi. Anna e Otto Quangel, lui caporeparto lei casalinga, come tutti i loro pari soli e addormentati e poco prima ancora abbagliati dal Fuhrer, conoscono un risveglio dopo la notizia della morte del figlio al fronte, e cominciano a riempire alcuni caseggiati della loro Berlino con cartoline vergate in modo incerto di appelli ingenui di ribellione. Lo fanno per comportarsi con decenza fino alla fine, ben sapendo che morranno e sicuri che nel vicino incontreranno più facilmente il delatore.

L’amico ritrovato – Fred Uhlman – Feltrinelli

Germania, 1933. Due sedicenni frequentano la stessa scuola esclusiva. Uno è figlio di un medico ebreo, l’altro è di ricca famiglia aristocratica. Tra loro nasce un’amicizia del cuore, un’intesa perfetta e magica. Riuscirà a non essere spezzata dalla Storia? Racconto di straordinaria finezza e suggestione, «L’amico ritrovato» è apparso nel 1971 negli Stati Uniti ed è poi stato pubblicato in tutto il mondo con unanime, travolgente successo di pubblico e critica. «Un’opera letteraria rara», lo ha definito George Steiner sul “New Yorker”. «Un capolavoro», ha scritto Arthur Koestler nell’introduzione all’edizione inglese del 1976. «Un libro che assilla la memoria… una gemma», «Un racconto magistrale», hanno fatto eco “The Sunday Express” e “The Financial Times” di Londra. E infine “Le Monde” di Parigi: «Uno dei testi più densi e più puri sugli anni del nazismo in Germania… Tra i romanzi più belli che si possano raccomandare ai lettori, dai dodici anni in su. Senza esitazione».

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