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Tivoli, l’ospedale rimarrà chiuso a lungo. La Regione Lazio al lavoro per alternative

10/12/23 - 14:58

La Regione Lazio è già al lavoro per la definizione di un piano di emergenza a seguito della chiusura, da parte della magistratura, dell’ospedale di Tivoli dove la notte dell’8 dicembre, un incendio ha distrutto parte dei reparti e causato la morte di tre pazienti.

Dalle prime notizie sembra che l’ospedale, punto di riferimento per oltre 400mila utenti, rimarrà chiuso per diverse settimane. Da ieri negli uffici competenti della Regione Lazio si lavora per trovare un’alternativa. Sono state già definite le linee guida e nei prossimi giorni il piano verrà perfezionato.

Parallelamente vanno avanti le indagini da parte della Procura che deve chiarire come sia scaturito il rogo e cosa lo abbia causato. Indagini anche sul decesso di tre pazienti ricoverati al momento dell’incendio e deceduti, il mancato funzionamento del sistema antincendio.

La preoccupazione dei cittadini è sapere quando l’ospedale tornerà operativo, ma sembra non sarà cosa di poco tempo. I danni maggiori riguardano l pronto soccorso e il reparto di medicina d’urgenza. Gli altri reparti sono stati raggiunti dal fumo, ma le strutture non hanno subito danni. Per la riapertura si parla di settimane e per questo nell’area di Tivoli verrà allestita una sede temporanea di Primo Intervento con macchinari per la rianimazione e la diagnostica di I livello. Un punto di primo soccorso verrà invece posizionato nella palestra comunale Maramotti dove, la sera dell’incendio, sono stati ospitati i ricoverati meno gravi.Ad occuparsi dell’allestimento sarà la Protezione Civile che installerà una tensostruttura dotata di un tunnel di accesso e riservata ai familiari delle persone che accederanno alla Area di primo soccorso.

La Regione è al lavoro anche per potenziare gli ospedali di  Colleferro, Palestrina, Monterotondo e Subiaco che dovranno farsi carico dei pazienti evacuati da Tivoli. Per le urgenze invece i pazienti saranno dirottati al Policlinico Umberto I, al San Giovanni Addolorata e al Pertini. Per le gravidanze a rischio, il punto di riferimento rimangono il Policlinico e l’Ospedale Gemelli-Isola Tiberina.

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