“Uno sciopero transfemminista, che parla di lavoro produttivo e riproduttivo, dei consumi, dei ruoli imposti dal genere. Uno sciopero contro il governo Meloni e l’asse dei governi ultrareazionari che trasformano in target le persone migranti, povere, trans, disabili, le femministe e chi ricorre all’aborto. Ma anche contro l’economia di guerra, che sposta le risorse sul riarmo, a scapito della spesa sociale e di investimenti in scuola, università e sanità pubbliche e contro il ddl Sicurezza”. Queste le motivazioni che hanno portato centinaia di persone al corteo romano di oggi organizzato, in occasione dell’8 marzo a Roma, da ‘Non una di meno’.
Il corteo è partito alle 10 da piazza Vittorio Emanuele per raggiungere il Circo Massimo, mentre alle ore 17 ci sarà un concentramento a Largo Argentina. La marea fucsia transfemminista “Non una di meno” è partita intorno alle 11 e sfilerà su un percorso lungo circa 3 km con arrivo al Circo Massimo passando per via Labicana, il Colosseo. Una manifestazione per denunciare la violenza sulle donne: sono 13 i femminicidi dall’inizio dell’anno. “Siamo qui per lottare”, dicono i partecipanti, ci sono anche i movimenti studenteschi, per i diritti delle donne che dicono dalla Piazza “stanno addirittura retrocedendo”. “Siamo qui affinché nessuna donna si senta sola”. “Chiediamo prevenzione perché la violenza è strutturale, economica”. “Siamo sempre seconde agli uomini dicono le donne, sfruttate, costrette a lavori precari mal retribuiti”.











