La preghiera per l’Ucraina invocata dal Papa all’udienza generale di mercoledì 4 febbraio diventa carità davanti alle “conseguenze dei bombardamenti che – aveva detto Leone XIV – hanno ripreso a colpire anche le infrastrutture energetiche”. Dall’Aula Paolo VI quella richiesta, accompagnata da parole di gratitudine per le iniziative di solidarietà fiorite in molte diocesi soprattutto polacche, si è fatta concreta grazie all’Elemosineria apostolica che su mandato del Papa ha inviato tre tir con 80 generatori di corrente.
Il Pontefice- come scrive Vatican News – ha accolto così la richiesta di numerosi vescovi consapevoli delle sofferenze delle persone a causa della guerra e delle difficoltà causate dal gelo che attanaglia il Paese. Le temperature di notte infatti arrivano a meno 15 gradi, mentre di giorno si oscilla tra meno 10 e meno 12 gradi. In tanti sono costretti ad abbandonare le loro case per trovare calore nei rifugi riscaldati dove, proprio grazie ai generatori, possono anche ricevere un pasto caldo.
I mezzi partiti dalla Basilica di Santa Sofia a Roma, la chiesa degli ucraini in Italia, sono già arrivati a destinazione a Fastiv e a Kyiv, particolarmente colpite dagli ultimi raid. Anche questa notte ci sono state azioni militari su Odessa e Kharkiv con un bambino di 10 anni che ha perso la vita. La guerra non ha pietà nemmeno per i più piccoli. In questo clima di paura e violenza, ogni gesto solidale è dunque un sospiro di sollievo per chi vive il trauma del conflitto da ormai 4 anni. Accanto ai generatori, sono stati inviati in Ucraina migliaia di farmaci, integratori e la melatonina molto richiesta perché aiuta a conciliare il sonno in questi tempi di paura e di continuo stress.
Il Dicastero per il Servizio della Carità fa sapere poi che si sta ultimando il carico di un tir con migliaia di antibiotici, antinfiammatori, antipertensivi e viveri di vario genere. La distribuzione, una volta giunti gli aiuti nel Paese, avviene attraverso la rete parrocchiale delle diverse diocesi. L’ondata di gratuità è possibile grazie al Banco Farmaceutico e alla rete di diverse aziende farmaceutiche, al gruppo Procter&Gamble e, sottolinea il cardinal Konrad Krajewski che ringrazia a nome del Papa, a tutta la gente di buona volontà che non si stanca di aiutare coloro che soffrono.










