“La cultura è il terreno migliore, più alto per costruire futuro, recupero e rinascita”: così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all’inaugurazione dell’istallazione permanente “Benu” di Eugenio Tibaldi presso la Casa Circondariale femminile di Rebibbia.
“Non si può ignorare”, ha aggiunto Mattarella “che vi sono istituti dove si vive una condizione totalmente inaccettabile. Va valorizzato il protagonismo degli istituti di pena per garantire prospettive, ripresa e rinascita. Qui ho visto iniziative emblematiche ed esemplari”.
Il presidente della Repubblica è arrivato in visita a Rebibbia, dove ha assistito a una performance teatrale ispirata al capolavoro di Italo Calvino “Le città invisibili” e poi inaugurato l’installazione permanente Benu dell’artista Eugenio Tibaldi nella casa circondariale femminile.
‘Benu’ è figura mitologica egizia, simbolo di rinascita. Con le detenute della Casa Circondariale Femminile di Rebibbia, Eugenio Tibaldi ha lavorato sulle molteplici prospettive di futuro. Il progetto è partito due anni fa e da allora l’artista piemontese, classe 1977, ha portato avanti laboratori creativi con le detenute, e dai loro desideri e bisogni Tinaldi ha tratto ispirazione per la creazione di BENU, che diventa un messaggio di speranza e trasformazione, dedicato alle donne detenute per spingerle a superare i confini, fisici e simbolici, della reclusione.
Nascono così due sculture luminose, installate su pali alti otto metri e posizionate in modo che siano visibili dalle finestre delle stanze di pernottamento delle detenute, dagli uffici del personale dell’istituto e dall’esterno del carcere. Ma il coinvolgimento delle donne di Rebibbia è ancora maggiore visto che le due figure si illuminano grazie alla loro ‘forza’: nelle aree comuni sono state portate 7 cyclette collegate a generatori e accumulatori di energia. Grazie al lavoro fisico di chi decide di usarle viene prodotta e accumulata l’energia che accende le fenici.

E stata una mattinata piena di senso. Mattarella ha voluto anche ricordare come, “l’ordinamento penitenziario italiano abbia segnato una svolta nella vita nelle carceri con il divieto di trattamenti contrari al senso di umanità, con la riaffermazione del fine rieducativo della pena. E della missione degli istituti di costituire, prevedendole, opportunità di socializzazione”.
Domenica 14 dicembre a San Pietro si terrà l anno giubilare dei detenuti e il 20 dicembre verrà chiusa la Porta Santa a Rebibbia e detenute e detenuti, oltre 60mila, attendono che le leggi italiane permettano loro, nella consapevolezza degli errori commessi, di essere considerati e rispettati come persone.











