Una detenuta sarebbe stata trovata morta nel proprio letto nel carcere femminile di Rebibbia. A darne notizia è il Sindacato di Polizia Penitenziaria CNPP-SPP in una nota, secondo cui sul cuscino sarebbero state rinvenute tracce di sangue.
Secondo l’organizzazione sindacale, qualora venisse accertata l’ipotesi del suicidio, si tratterebbe del cinquantesimo caso registrato nelle carceri italiane dall’inizio dell’anno. “Non possiamo più parlare di singole emergenze o di episodi isolati”, ha dichiarato il segretario Aldo Di Giacomo. “Lo Stato ha perso il controllo delle carceri”.
Il sindacato denuncia inoltre una situazione critica che coinvolge direttamente il personale di polizia penitenziaria: dal primo gennaio sarebbero circa 3.800 gli agenti che hanno dovuto ricorrere a cure ospedaliere in seguito ad aggressioni e altri eventi critici avvenuti all’interno degli istituti.
Sul fronte del sovraffollamento, i dati del Ministero della Giustizia indicano nella casa circondariale di Rebibbia Femminile la presenza di 370 donne recluse a fronte di 272 posti regolamentari.










