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Anche il carcere di Rebibbia avrà la sua Casa della Comunità

24/07/26 - 16:10

Anche il carcere di Rebibbia avrà la sua Casa della Comunità. La Giunta regionale del Lazio ha votato la delibera con la quale si approva il protocollo d’intesa tra DAP (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria), ASL Roma 2 e Regione Lazio, per la concessione a uso gratuito dei locali del “fabbricato A” del carcere di Rebibbia, destinati alla realizzazione del Poliambulatorio “Casa della Comunità di Rebibbia”.

Un progetto fortemente voluto dal presidente Francesco Rocca che, con il voto di ieri, potrà finalmente realizzarsi.

Il polo sanitario penitenziario “Casa di Comunità” all’interno del complesso carcerario di Roma Rebibbia nasce da un protocollo d’intesa strategico tra il DAP e la ASL Roma 2. Si tratta di una sperimentazione innovativa, avviata in chiave operativa a partire da agosto 2025, per estendere il modello assistenziale del Servizio Sanitario Nazionale — regolato dal DM 77/2022 — direttamente all’interno delle mura del carcere.

La ASL Roma 2 è già responsabile del servizio sanitario realizzato all’interno della Casa di Reclusione dell’istituto penitenziario di Rebibbia. Lo scorso 17 luglio, l’azienda sanitaria ha chiesto e ottenuto dalla Regione Lazio il finanziamento di 3.642.872 euro, con cui realizzare il progetto.

Il progetto punta su tre direttrici principali:

  • Sanità di prossimità equa: l’obiettivo è assicurare ai detenuti gli stessi standard di equità, universalità e dignità assistenziale previsti per i cittadini liberi sul territorio.
  • Gestione dei disturbi da uso di sostanze: una delle aree di intervento prioritarie riguarda i detenuti tossicodipendenti. L’inserimento di terapie farmacologiche avanzate a rilascio prolungato riduce le criticità della somministrazione quotidiana e libera tempo per percorsi di counseling e supporto psicologico.
  • Riduzione delle barriere: la struttura opererà integrando i servizi medici, specialistici e infermieristici interni, riducendo la necessità di trasferimenti esterni protetti e migliorando la continuità terapeutica.

Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria si fa carico della componente immobiliare e degli spazi, cedendo a titolo completamente gratuito alla ASL alcune aree interne al plesso carcerario. Questo azzera i costi legati all’acquisto o alla locazione delle superfici per la struttura.

La ASL Roma 2 si assume invece, tramite la Regione Lazio, l’onere economico e gestionale legato all’allestimento degli spazi, alla fornitura dei macchinari e all’erogazione delle prestazioni sanitarie. L’azienda coprirà inoltre i costi operativi relativi al personale medico, infermieristico e agli specialisti coinvolti.

L’iniziativa rientra nella rete aziendale della sanità territoriale, che sfrutta i fondi strutturali dedicati alla sanità di prossimità previsti dal DM 77/2022. I fondi di investimento per la riorganizzazione della rete assistenziale della ASL Roma 2 attingono direttamente agli stanziamenti del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), che finanzia la nascita delle Case della Comunità sul territorio per colmare i divari nelle aree a maggiore deprivazione. La validità del contratto di concessione a uso gratuito è trentennale, rinnovabile per periodi di ulteriori venti anni.

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