Un pane sfornato quasi duemila anni fa, carbonizzato dall’eruzione del Vesuvio e arrivato fino a noi, è uno dei reperti più sorprendenti della mostra “Ercolano. L’arte di vivere”, aperta a Castel Sant’Angelo con oltre 70 oggetti provenienti dall’antica città vesuviana, molti dei quali normalmente custoditi nei depositi e raramente mostrati al pubblico.
La mostra è articolata in sette sezioni e riunisce più di 70 reperti. Una parte consistente arriva direttamente dai depositi del Parco Archeologico di Ercolano ed è stata selezionata appositamente per questa esposizione.
All’inizio del percorso, i visitatori entrano in una vera e propria Wunderkammer, una “camera delle meraviglie” che raccoglie 42 pezzi tra statue, busti, affreschi, gioielli e oggetti di uso quotidiano.
Non si tratta semplicemente di trasferire a Roma reperti già continuamente visibili altrove, ma di portare davanti al pubblico anche materiali che normalmente rimangono lontani dalle sale espositive: mortai, pentole, casseruole, cereali e legumi restituiti dagli scavi, insieme a oggetti che raccontano botteghe e thermopolia, gli antichi luoghi dove si acquistavano cibi e bevande pronti da consumare. Un’intera parte dell’itinerario è dedicata anche al vino, elemento centrale della produzione campana in età romana e profondamente legato al culto di Bacco.
Nella sala dedicata al banchetto, tra vasellame in vetro, bronzo e argento, compare uno degli oggetti più curiosi dell’intero percorso: la larva convivialis, una piccola figurina scheletrica che veniva collocata sulla tavola durante i banchetti romani.
“Ercolano. L’arte di vivere” è visitabile nelle sale di Castel Sant’Angelo, in Lungotevere Castello 50, fino al 18 ottobre. Gli orari indicati da Turismo Roma sono dal martedì alla domenica, dalle 9 alle 19.30, con ultimo ingresso alle 18.30; il lunedì la mostra resta chiusa.
E tra statue, pentole, vino e gioielli, c’è ancora quel pane: preparato prima dell’eruzione, bruciato dal Vesuvio e sopravvissuto abbastanza a lungo da poter essere ammirato oggi nel cuore di Roma.










