Un pezzo di storia del Tevere e più in generale di Roma se ne va e accade nei giorni delle celebrazioni del Tevere Day che si svolgeranno fino al 10 ottobre. Lo storico galleggiante sul centralissimo lungotevere in Augusta, a due passi da piazza del Popolo, a Roma, è affondato e con esso – come detto – un pezzo di storia sportiva della Capitale. Stiamo parlando del galleggiante del Reale Circolo Canottieri Tevere Remo, il più antico circolo di canottaggio di Roma che ha sulle spalle 150 anni di storia. Il galleggiante si sarebbe potuto salvare, ma sarebbe dovuto intervenire anche il Comune per salvaguardare un pezzo di storia sportiva: un galleggiante dove si sono formate generazioni di canottieri e canoisti di Roma e del Lazio. Una società che ha sfornato anche decine di atleti che hanno dato lustro alla Fic, la Federazione italiana canottaggio. Adesso lungo il Tevere è venuto a mancare un galleggiante elegante, sfarzoso e un simbolo di quei romani che amano profondamente il Tevere.
CENNI STORICI – La Società Ginnastica dei Canottieri del Tevere – oggi Reale Circolo Canottieri Tevere Remo – nacque formalmente il 1° gennaio 1872. Le sue radici tuttavia affondano in tempi più lontani. I fondatori, Guglielmo Grant e Guglielmo Serny, avevano infatti dato vita, nel 1867, alla Società Ginnastica Serny dedita anche al canottaggio. Un certificato di adesione del benemerito socio Pio Barucci datato 1871 e l’autorizzazione del Comune di Roma a costruire la Sede Sociale nell’area ove tuttora insiste, in riconoscimento dei meriti acquisiti, prestando soccorso con le proprie barche alla popolazione romana colpita dalla grande alluvione del 1870, inducono a spostare indietro l’anno della effettiva fondazione del Sodalizio. La Società, che introdusse per prima in Roma la ginnastica e il canottaggio, ebbe chiara vocazione risorgimentale, tanto da ricevere, dopo l’annessione di Roma al Regno d’Italia, alti riconoscimenti dalla Casa Reale Sabauda e dalle massime autorità del governo. Tra questi riconoscimenti figura l’adesione, sin dalla fondazione in qualità di soci onorari, del Principe Tommaso di Savoia Duca di Genova, fratello della futura Regina Margherita, del Ministro della Marina del tempo ammiraglio Benedetto Brin e del Sindaco della Capitale.












