Le indagini dei Carabinieri sull’aggressione rivelano un quadro di lucida e inquietante premeditazione. Il ragazzino di 13 anni, scontento per due debiti formativi da recuperare, avrebbe pianificato l’agguato nei minimi dettagli.
Poco prima di agire, il ragazzo avrebbe pubblicato sui social un messaggio di avviso (“- 5 hours”), per poi prepararsi nei bagni della scuola: avrebbe indossato un casco con un telefono fissato in stile GoPro e occhiali da softair, entrando in aula armato di spray urticante e due coltelli da sub. Dopo aver accecato la professoressa con lo spray, l’avrebbe colpita tre volte nella regione subascellare, prima di essere bloccato dal compagno di classe originario della Repubblica del Congo.
I militari dell’Arma hanno eseguito una perquisizione informatica, estraendo una copia forense dal cellulare del ragazzino e da quello della madre, sul quale erano salvate le carte di credito utilizzate dal figlio per acquistare il materiale da sub e gli accessori online. Gli inquirenti stanno valutando l’ipotesi che il giovane stesse ritrasmettendo l’aggressione in diretta video su un gruppo Telegram, e che possa essere stato istigato da terze persone.










