Papa Francesco ha ricevuto in udienza in Vaticano, nella Sala Clementina, 300 militari della Guardia di Finanza in occasione del 250° anniversario dalla fondazione delle ‘Fiamme Gialle”’. Presente anche il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti.
Durante l’incontro il Pontefice ha ricordato le tante ‘missioni’ che il corpo militare compie ogni giorno: “l’accoglienza e il soccorso ai migranti in pericolo nel Mediterraneo, gli interventi coraggiosi durante le calamità naturali, il contrasto ai mercanti di morte che gestiscono il traffico di stupefacenti”.
Il Papa ha citato il motto scelto dalla Guardia di Finanza per il 250mo, “Nella tradizione c’è il futuro”, ricordando la storia del corpo militare sottolineando “l’importante missione nell’ambito del soccorso sia in mare che in montagna”, ringraziando gli uomini delle Fiamme Gialle soprattutto per il salvataggio dei migranti “grazie di questo, grazie” ha detto senza dimenticare l’aiuto offerto ai profughi ebrei e ai perseguitati durante i due conflitti mondiali.
L’azione della Guardia di Finanza, come sottolineato dal Papa, è di “fondamentale importanza nel vigilare sui doveri di ogni cittadino di contribuire, secondo criteri di equità, alle necessità dello Stato, senza che vengano privilegiati i più forti e nel verificare che vengano rispettate tutte le leggi nel contrasto all’uso inappropriato di internet e delle reti sociali, nella riscossione delle imposte, nella lotta al lavoro sommerso e sottopagato – che il Pontefice ha definito uno “scandalo”, – e lesivo della dignità umana”.
Esercitando un servizio che “non si esaurisce nella protezione delle vittime, ma include il tentativo di aiutare la rinascita di chi sbaglia”, ha detto Francesco, “il lavoro dei militari può aiutare in questo modo a costruire un’alternativa alla globalizzazione dell’indifferenza che distrugge con la violenza e la guerra, oltre che trascurando la cura della socialità e dell’ambiente”.
“La ricchezza di una Nazione – ha tenuto a sottolineare il Pontefice – non sta solo nel suo PIL, risiede nel suo patrimonio naturale, artistico, culturale, religioso – e nel sorriso dei suoi abitanti, dei suoi bambini. Una volta, un capo di Stato mi diceva: “Io ho una misura speciale: il sorriso dei bambini e dei vecchi. Quando ambedue sorridono, in una società la cosa non va tanto male”.
Ai militari il Papa ha ricordato San Matteo, patrono delle Fiamme Gialle, “pubblicano fino alla chiamata di Gesù: il giovane esattore delle tasse non solo passò dalla logica del profitto a quella dell’equità, ma alla scuola di Gesù conoscendo la la gratuità, intesa come dimensione umana, e conobbe il dono di sé che genera solidarietà, condivisione, inclusione”.












