“La pace sia con voi!” Il Papa saluta in lingua araba per farsi prossimo ai circa 15mila presenti, provenienti non soltanto dal Libano, ma anche da Siria e Iraq. Alcuni di loro, durante l’incontro, condividono le proprie storie, parlando di “coraggio nella sofferenza”, “speranza nella delusione” e “pace interiore” laddove infuria la guerra. Esperienze nelle quali ciascuno può rispecchiarsi, ma che nel caso del Libano raccontano la vicenda di un Paese attraversato da ferite profonde, “che stentano a rimarginarsi”, perché oltrepassano i confini nazionali e si intrecciano con complesse dinamiche sociali e politiche.
“Carissimi giovani – ha detto il Pontefice come riportato da Vatican News – forse vi rammaricate di aver ereditato un mondo lacerato da guerre e sfigurato dalle ingiustizie sociali. Eppure c’e speranza, in voi risiede speranza! Voi avete un dono, che spesso a noi adulti sembra ormai sfuggire. Voi avete speranza! Voi avete il tempo! Avete più tempo per sognare, organizzare e compiere il bene. Voi siete il presente e tra le vostre mani già si sta costruendo il futuro! E avete l’entusiasmo per cambiare il corso della storia! La vera resistenza al male non è il male, ma l’amore, capace di guarire le proprie ferite, mentre si curano quelle degli altri”.
Al Libano sono spesso associati i suoi cedri, simboli di unità e fecondità. Il Papa, che pronuncia il suo discorso in lingua inglese, ne richiama la particolare conformazione: “Sappiamo bene – ha aggiunto il Papa – che la forza del cedro è nelle radici, che normalmente hanno le stesse dimensioni dei rami. Il numero e la forza dei rami corrisponde al numero e alla forza delle radici”.
Un dettaglio che richiama il “tanto bene” presente nella società libanese, frutto dell’impegno umile di numerosi operatori di pace: “radici buone” che non mirano a far crescere solo una fronda, ma il cedro “in tutta la sua bellezza”.
“Attingete dalle radici buone dell’impegno di chi serve la società e non “se ne serve” per i propri interessi. Con un generoso impegno per la giustizia, progettate insieme un futuro di pace e di sviluppo. Siate la linfa di speranza che il Paese attende” li ha incitati Leone XIV.










