Ancora una giornata di proteste da parte degli studenti della Sapienza che, dopo l’assemblea al Nuovo Cinema Aquila, hanno annunciato lo stato di agitazione permanente come si legge sulla pagina del collettivo Cambiare Rotta: “Dalle università rilanciamo il boicottaggio e costruiamo la mobilitazione nazionale contro il governo Meloni e la complicità con il genocidio e l’escalation militare. Ci impegneremo infatti a rilanciare le lotte negli atenei, ma anche a contribuire alla costruzione di una mobilitazione nazionale contro il Governo Meloni proposta per ora per il 1 giugno, perché per un’università libera dalla guerra e dalla complicità con il genocidio, è necessario rompere anche tutte le catene che dall’invio di armi al sostegno politico, vedono tutto l’arco parlamentare unito a sostegno del sionismo e dell’escalation militare. Questo percorso passa anche per il prossimo 25 aprile, giorno in cui scenderemo nelle piazze in tutta Italia per far sì che non passi incontestata la presenza dei simboli sionisti nella Nostra giornata della Resistenza”.
Intanto ieri c’è stato l’incontro, richiesto da giorni, con la Rettrice Antonella Polimeni che ha ricevuto una delegazione di studenti. Un incontro che non avrebbe portato a risposte concrete come spiegato dal collettivo Cambiare Rotta: “Non siamo soddisfatti” ed è per questo che “lo stato di agitazione permanente continuerà”. “La Rettrice ha alzato l’ennesimo muro per un incontro pubblico con tutte e tutti – aggiungono i ragazzi – ha scelto di non rispondere ai punti portati. Abbiamo insistito sulla necessità di un incontro pubblico”. Sugli accordi dell’Università con le università israeliane, “si è continuata a tenere la linea vaga della libertà di ricerca”.
Da qui la scelta di proseguire la protesta con le “tende contro il genocidio” che aumentano ogni giorno di più e con lo sciopero della fame che vedrà gli studenti alternarsi a staffetta davanti all’università











