La Corte di Cassazione ha respinto come inammissibile il ricorso presentato dai legali di Gianni Alemanno – gli avvocati Cesare Placanica e Edoardo Albertario – in relazione alla pena di 22 mesi di reclusione che l’ex sindaco e leader del movimento “Indipendenza!” sta scontando nel penitenziario romano di Rebibbia, dopo la condanna per l’accusa di traffico d’influenze in uno dei filoni dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”, nella quale è stato assolto da tutte le altre accuse. Alemanno è stato arrestato il 31 dicembre del 2024 per aver trasgredito nello svolgimento della pena alternativa.
Nella requisitoria il sostituto procuratore generale di Cassazione Perla Lori aveva chiesto il rigetto presentato da Alemanno, tramite il difensore. La difesa, rappresentata dall’avvocato Cesare Placanica si è detta “estremamente delusa anche in relazione al fatto che la Cedu ha comunicato alla difesa il superamento del vaglio di ammissibilità del ricorso che avevamo proposto, avverso il primo rigetto del nostro ricorso”.
L’ex sindaco di Roma era finito in carcere la notte del 31 dicembre di un anno fa dopo la revoca dei servizi sociali. Alemanno, che doveva svolgere attività presso la struttura ‘Solidarietà e Speranza’ che si occupa di famiglie in difficoltà e di vittime di violenze, è accusato di una “gravissima e reiterata violazione delle prescrizioni imposte”. In particolare, avrebbe presentato falsa documentazione per giustificare impegni lavorativi ed evitare i servizi sociali.










