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Carceri a Roma, Garante: “Triplicati eventi critici e raddoppiati i tentativi di suicidio”

07/07/26 - 08:51

Sovraffollamento, carenza di personale, difficoltà nell’accesso alle cure e un preoccupante aumento dei tentativi di suicidio. È il quadro tracciato dalla Relazione annuale 2025 della Garante delle persone private della libertà personale di Roma Capitale, Valentina Calderone, presentata oggi nell’Aula Giulio Cesare in Campidoglio.

Il documento fotografa una situazione definita ormai strutturale negli istituti penitenziari romani e individua tra le priorità la tutela della salute, il diritto al lavoro, il reinserimento abitativo, il miglioramento delle condizioni materiali delle carceri e la protezione delle persone più vulnerabili. La Relazione richiama inoltre la necessità di rafforzare la collaborazione tra Roma Capitale, Amministrazione penitenziaria, Magistratura di Sorveglianza, Regione Lazio, Servizio sanitario, Terzo settore, università e mondo produttivo.

Alla presentazione è intervenuto anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che ha sottolineato il peggioramento degli indicatori.

«Lo scorso anno ci sono stati 5.028 eventi critici, il triplo rispetto all’anno precedente. Sono raddoppiati i tentativi di suicidio e, sul fronte del sovraffollamento, i numeri restano drammatici. L’aumento delle temperature nei mesi estivi rende le condizioni ancora più insostenibili», ha affermato il primo cittadino.

Gualtieri ha ricordato il piano nazionale da 750 milioni di euro varato dal Governo per la realizzazione di circa 10 mila nuovi posti detentivi, definendolo «un investimento positivo», ma ha evidenziato che «non basta» se non viene garantito il pieno accesso ai diritti fondamentali delle persone detenute.

Tra le criticità segnalate emerge il tema dell’assistenza sanitaria. «Solo nel sistema delle carceri romane, lo scorso anno, oltre la metà delle visite specialistiche esterne è stata annullata per la mancanza di personale di scorta della Polizia Penitenziaria», ha spiegato Gualtieri, richiamando anche le problematiche legate alle malattie trasmissibili, alle dipendenze e ai disturbi della salute mentale. «Il carcere non è un mondo a parte: è il luogo in cui si misura la capacità delle istituzioni di garantire sicurezza, diritti e qualità democratica», ha concluso.

La denuncia della Garante

Nel suo intervento Valentina Calderone ha evidenziato la grave carenza di organico della Polizia Penitenziaria, che incide sia sulla sicurezza sia sul funzionamento quotidiano degli istituti.

A Rebibbia Nuovo Complesso, ha spiegato, sono in servizio 434 agenti a fronte dei 940 previsti in organico, meno della metà. Criticità si registrano anche nell’Istituto penale per i minorenni di Casal del Marmo, dove cresce il numero dei ragazzi detenuti mentre il personale, spesso proveniente dagli istituti per adulti, non dispone di una formazione specifica per operare con i minori.

Secondo la Garante, queste condizioni contribuiscono all’aumento delle tensioni all’interno degli istituti, come dimostra il numero degli eventi critici, triplicato rispetto all’anno precedente.

I dati sul Cpr di Ponte Galeria

La Relazione dedica un capitolo anche al Centro di permanenza per il rimpatrio di Ponte Galeria. Nel 2025 sono entrate 1.203 persone, ma soltanto 165 sono state effettivamente rimpatriate, pari al 13,7% del totale. Le uscite dovute alla mancata convalida del trattenimento da parte del Tribunale o del Giudice di pace sono state invece 716, oltre il 60%.

«Numeri che ci obbligano a riflettere sull’efficacia di un sistema che trattiene persone che non hanno commesso alcun reato, privandole della libertà personale per ragioni amministrative», ha osservato Calderone.

La Garante ha concluso sottolineando come i dati dimostrino che «non possiamo più parlare di emergenza», ma di problemi strutturali che richiedono risposte stabili e condivise. «La Relazione presentata oggi non è soltanto un bilancio, ma uno strumento di lavoro per costruire una Roma più giusta, più inclusiva e, proprio per questo, più sicura».

L’impegno di Roma Capitale

Nel corso della presentazione è stato ricordato anche il lavoro svolto negli ultimi anni da Roma Capitale sul fronte dei diritti delle persone detenute. Tra gli interventi figurano i protocolli per favorire la formazione professionale negli istituti penitenziari e per coordinare i servizi comunali destinati alle persone private della libertà, le iniziative dedicate alla tutela della salute e dei diritti delle donne detenute e delle persone LGBTQ+, il sostegno alla Casa di Leda per le madri detenute con figli e la realizzazione dello spazio “Abbracci in Libertà” nel carcere di Rebibbia, pensato per consentire ai padri detenuti di incontrare i propri figli in un ambiente dedicato.

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