A Cesano, vicino Roma, è stato il giorno dell’addio a Raffaele Marianella, l’autista del pullman ucciso da una pietra lanciata da alcuni ultras reatini, il 19 ottobre, dopo la partita di basket tra Rieti e Pistoia
I funerali dell’autista 65enne si sono celebrati nella chiesa di San Sebastiano a Cesano di Roma. All’entrata della chiesa la famiglia e gli amici, tantissimi anche gli autisti che hanno sottolineato la bontà e la bravura di Raffaele ribadendo però che non si può morire in questo modo.

In rappresentanza della Fip, Gigi Datome e presente anche il direttore generale del Pistoia Basket, Andrea Di Nino che ha voluto esprimere “vicinanza, da parte di tutto il club, alla famiglia Marianella che ha perso il proprio caro per un atto criminale. Continueremo a sostenere la famiglia”.
Raffaele Marianella viveva a Firenze ma era originario di Cesano, dove pensava di trascorrere la sua vita insieme alla compagna e ai figli appena andato in pensione il prossimo anno. L’ingresso in chiesa è stato accompagnato dalla voce di Renato Zero, che Raffaele amava tanto, con “I migliori anni della nostra vita”.
A concelebrare il funerale il vescovo di Rieti Vito Piccinonna e Massimo, il fratello di Raffaele che durante l’omelia ha citato Hannah Arendt: “Non possiamo lasciare che vinca la banalità del male” ha detto.

Il vescovo Piccinonna ha lanciato un messaggio di perdono e riflessione: “C’è un invito che sta facendo Raffaele, andate a trovare quei ragazzi in carcere. Perché sarebbe una doppia morte lasciare tutte le cose così affidandoci solo alla giustizia che farà il suo corso. Accanto deve esserci un impegno educativo e rieducativo verso le nuove generazioni. Non si può mettere sotto la coperta il male, non basta che sia solo punito. Non basta che sia fatta giustizia. È troppo poco. Ciascuno nelle prossime ore spenga i social e senta nel cuore l’invito che fa Raffaele”.










