Quattro giorni di cultura e incontro a Labaro, con un invito rivolto a tutta la città. Dal 3 al 6 settembre 2026 l’Anfiteatro Galline Bianche, nel Municipio XV, ospiterà “Sguardi Periferici”, la rassegna con la direzione artistica di Gino Auriuso che proporrà spettacoli teatrali, incontri, laboratori per bambini e famiglie, street art e arte di strada. Tutti gli appuntamenti saranno a ingresso libero e gratuito, fino a esaurimento dei posti disponibili.
La manifestazione è promossa e sostenuta da Roma Capitale – Assessorato alle Periferie, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, e realizzata dall’Associazione Culturale Artenova.
Il commento dell’assessore Battaglia
“La cultura è parte della cura dei quartieri. Uno spazio pubblico ha bisogno di manutenzione, ma anche di occasioni che portino le persone a frequentarlo, incontrarsi e sentirlo proprio”, ha dichiarato l’assessore alle Periferie di Roma Capitale, Pino Battaglia, sottolineando come l’obiettivo dell’Assessorato sia “riempire i vuoti di opportunità, dare spazio alle energie che già esistono e rendere i quartieri più vivi”. Secondo Battaglia, “Sguardi Periferici” rappresenta anche “un invito a tutta Roma a venire a Labaro”, in una città “in cui ogni quartiere possa essere un luogo da raggiungere per quello che offre”.
Il senso del titolo secondo il direttore artistico
Il titolo della rassegna richiama la capacità della visione periferica di cogliere ciò che accade ai margini del campo visivo, trasformandola in una metafora sociale e culturale. “Il nostro progetto parte da questa accezione scientifica per ribaltare il concetto abusato di periferia come punto di disequilibrio, di precarietà, di complessità”, spiega il direttore artistico Gino Auriuso, secondo cui proprio dagli “sguardi periferici” nasce “la centratura del vivere, il senso profondo della percezione delle cose del mondo”.
Gli appuntamenti si svolgeranno all’Anfiteatro Galline Bianche, in viale delle Galline Bianche 105, a Labaro. Per informazioni: 392 9140108 – compagniartenova@gmail.com.










