Lo schieramento iniziale è figlio dello studio dell’avversario?
“Sì, e anche delle nostre caratteristiche. Avevamo pensato a un piano partita diverso, poi l’infortunio a Guaglianone ci ha costretti a cambiarlo. Chi ha giocato ha comunque dato il massimo ed era quello che chiedevo”.
Il caldo è stato un fattore?
“Non credo. Il fattore vero è non essere abituati a giocare questo tipo di partite. Loro sono i campioni in carica e per tradizione sono più abituati di noi a gare di un certo livello. Noi dobbiamo settarci a questa intensità. Adesso però testa avanti e pensiamo alla prossima”.
Gare così fanno comunque parte del percorso di crescita.
“Abbiamo bisogno di partecipare a questa competizione ogni anno, questo può accelerare la crescita dei ragazzi. Oltre alla prestazione è stata bella anche la cornice, con il nostro amministratore delegato Galantic, il direttore sportivo D’Amico e la dirigenza presente, molti tifosi e con tutti i ragazzi del settore giovanile. Abbiamo dimostrato che il settore giovanile della Roma è una grande famiglia. Ringrazio davvero la società per l’organizzazione e il direttore Margiotta che ha creato questo ambiente. E’ stato bello vedere l’incoraggiamento dei tecnici e dei ragazzi che sognano di poter giocare loro un giorno questa partita”.
Fonte: AS ROMA











