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Presentata la nuova Mappa dei Quartieri di Roma

09/07/26 - 13:34

Il Campidoglio ha presentato ieri la nuova mappa dei quartieri di Roma, il risultato di un lavoro che per la prima volta unisce ricerca scientifica e partecipazione diretta dei cittadini nel ridisegnare i confini identitari della città. Alla presentazione erano presenti il Sindaco Roberto Gualtieri, il responsabile dell’Ufficio Partecipazione e Quartieri di Roma Andrea Catarci, il coordinatore del gruppo di lavoro scientifico Salvatore Monni e la Presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli.

Come cambia la geografia della città

Il nuovo assetto disegna una Roma fatta di 332 quartieri urbani, 22 rioni e 100 zone funzionali, un quadro pensato per restituire un’immagine più aggiornata e aderente alla realtà delle diverse comunità che compongono la Capitale. Prima di diventare operativa, la deliberazione dovrà ora passare al vaglio dell’Assemblea Capitolina, che sarà chiamata ad approvarla.

Un lavoro nato dal basso

A rendere questa mappa diversa dalle precedenti è soprattutto il metodo con cui è stata costruita. Il progetto ha infatti messo insieme il contributo dei Municipi, delle Università, dell’Istat, di associazioni e comitati di quartiere, coinvolgendo nel percorso migliaia di cittadine e cittadini romani.

L’idea alla base è stata quella di superare la sola logica tecnica: ai dati storici, urbanistici e statistici raccolti dagli enti di ricerca si sono affiancati il vissuto e la percezione diretta di chi quei quartieri li abita ogni giorno. Un processo di confronto e co-progettazione che ha permesso di far coincidere, dove possibile, i confini amministrativi con quelli riconosciuti dalle comunità come propri

Alla presentazione della nuova mappa dei quartieri romani, il Sindaco Roberto Gualtieri ha sottolineato il valore strategico dello strumento appena varato. Secondo il primo cittadino, la deliberazione permette di leggere le trasformazioni che negli ultimi decenni hanno cambiato profondamente la città e le sue comunità. Una conoscenza più approfondita del territorio, ha spiegato, si traduce in una programmazione più efficace: una migliore distribuzione di risorse e servizi, politiche di prossimità più solide e, allo stesso tempo, una valorizzazione delle identità locali e del senso di appartenenza dei cittadini.

Una mappa ferma da quasi sessant’anni

A fornire il contesto storico dell’operazione è stato Andrea Catarci, responsabile dell’Ufficio Partecipazione e Quartieri di Roma, che ha ricordato come l’attuale suddivisione della città sia ormai datata: il riordino toponomastico di rioni, quartieri, suburbi e zone dell’Agro Romano risale infatti al 1961, mentre le Zone Urbanistiche attualmente in vigore furono definite nel 1977, sotto l’amministrazione Argan.

Da allora, ha osservato Catarci, Roma ha conosciuto profonde trasformazioni demografiche, sociali ed economiche, con la nascita di nuovi quartieri, il consolidamento di centralità urbane e la formazione di identità territoriali che oggi rappresentano, a tutti gli effetti, luoghi di vita e di relazione per chi li abita.

Uno strumento di lettura, non una nuova mappa amministrativa

Un chiarimento importante riguarda la natura stessa del progetto. Catarci ha tenuto a precisare che la nuova mappa non introduce nuovi confini amministrativi, ma offre all’amministrazione capitolina uno strumento aggiornato per comprendere meglio i bisogni reali dei territori e delle persone che li abitano — il frutto, ha ribadito, di un lavoro che ha saputo unire per la prima volta ricerca scientifica e partecipazione civica.

 

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