«Le carceri non possono essere luoghi dimenticati dalla politica». È l’appello lanciato dalla presidente dell’Assemblea Capitolina, Svetlana Celli, intervenuta alla presentazione della Relazione annuale 2025 della Garante delle persone private della libertà personale di Roma Capitale, Valentina Calderone.
Commentando i dati contenuti nel documento, Celli ha sottolineato la gravità delle criticità che interessano gli istituti penitenziari della Capitale.
«La relazione annuale della Garante Valentina Calderone ci restituisce un quadro chiaro della situazione degli istituti penitenziari romani. Sovraffollamento, suicidi, difficoltà nell’accesso alle cure e condizioni di vita delle persone detenute sono temi che interrogano la coscienza di tutte le istituzioni e ai quali non possiamo restare indifferenti», ha dichiarato.
La presidente dell’Assemblea Capitolina ha ribadito l’impegno di Roma Capitale nel promuovere percorsi di inclusione e reinserimento sociale.
«Roma Capitale, nell’ambito delle proprie competenze, continuerà a fare la propria parte per sostenere percorsi di inclusione, formazione, lavoro e reinserimento sociale, perché la pena, come stabilisce la Costituzione, deve essere anche un’opportunità di riscatto», ha affermato.
Celli ha inoltre richiamato la seduta straordinaria dell’Assemblea Capitolina che si è svolta lo scorso settembre nella Casa di Reclusione di Rebibbia, definendola «un momento di grande valore istituzionale e umano».
«Ascoltare direttamente le persone detenute ci ha permesso di trasformare quel confronto in impegni concreti, approvati dall’Aula, che intendiamo portare avanti con determinazione», ha ricordato.
In conclusione, la presidente dell’Assemblea Capitolina ha definito la Relazione della Garante «una chiamata alla responsabilità collettiva», ribadendo la necessità di un impegno condiviso tra tutte le istituzioni.
«Solo attraverso un impegno costante e una collaborazione tra tutte le istituzioni possiamo dare piena attuazione al principio costituzionale della funzione rieducativa della pena e costruire una città che tutela i diritti, riconosce la dignità di ogni persona e non lascia indietro nessuno», ha concluso.










