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Lazio, Lotito scrive ai tifosi: “Torniamo a parlarci, anche io voglio una squadra forte”

11/06/26 - 13:00

Il presidente della Lazio Claudio Lotito tende una mano ai tifosi e lo fa attraverso le pagine di un quotidiano romano. “Scrivo a chi gioisce, a chi soffre, a chi critica, a chi pretende, a chi si arrabbia. Scrivo anche a chi oggi è distante, deluso, amareggiato”. Lotito spiega di voler aprire “una fase nuova di dialogo, ascolto e rispetto reciproco. Ho sempre pensato che la Lazio dovesse restare padrona del proprio destino”, afferma, ribadendo che la sostenibilità economica non rappresenta un limite all’ambizione sportiva. “Anche io voglio una Lazio più forte. Anche io voglio una Lazio competitiva. Anche io voglio una Lazio capace di vincere. Ma la sostenibilità non è il contrario dell’ambizione. È il modo più serio per darle un futuro. La Lazio deve trovare forme nuove, serie e responsabili di ascolto, dialogo e coinvolgimento della propria gente”, scrive, assumendosi la responsabilità di eventuali comportamenti percepiti come distanti nei momenti di maggiore tensione. “Può essere accaduto che io abbia risposto con toni che non avrei voluto usare. Se questo è accaduto, me ne assumo la responsabilità”. Tra le iniziative prospettate figura anche un percorso di coinvolgimento dei Lazio Club attraverso un sistema di riconoscimento ufficiale collegato al codice etico della società. Nella lettera Lotito guarda anche al futuro del club, citando lo sviluppo della media company della Lazio, l’espansione internazionale del marchio, le opportunità legate ai diritti audiovisivi e ai nuovi mercati globali. Ampio spazio viene dedicato anche alle infrastrutture, con riferimento al progetto dello stadio Flaminio, inserito tra i dossier strategici collegati a Euro 2032, e al potenziamento del centro sportivo di Formello e dell’Academy. Lotito difende inoltre il lavoro del direttore sportivo Angelo Fabiani e la strategia di player trading, definita uno strumento necessario per mantenere competitività e solidità economica nel calcio contemporaneo. Nel finale il presidente torna sul tema del rapporto con la tifoseria. “Non vi chiedo di essere sempre d’accordo con me. Vi chiedo però di distinguere la critica dalla delegittimazione, la passione dalla distruzione, il dissenso dalla frattura insanabile”. E conclude: “La Lazio non appartiene a una polemica. Appartiene alla sua storia, ai suoi tifosi e al futuro che tutti abbiamo il dovere di difendere”.

Foto: SS LAZIO

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