È di Palladino la sfida tra l’allievo e il maestro, ma per la Roma la trasferta di Bergamo si trasforma nell’ennesima occasione mancata. Al Gewiss Stadium l’Atalanta vince 1-0 e si rilancia con forza nella corsa all’Europa, mentre i giallorossi tornano nella capitale a mani vuote, senza riuscire a sfruttare il passo falso della Juventus contro il Lecce.
A decidere il match è un gol di Scalvini in avvio, una rete che indirizza subito la partita e mette in salita la serata romanista. La Roma prova a reagire, ma lo fa in modo confuso, con poche idee e ancora meno qualità nella costruzione del gioco. Il problema principale resta quello che accompagna la squadra da settimane: l’assenza di un vero peso offensivo.
Ferguson e Dovbyk deludono, non incidono e faticano a rendersi pericolosi contro una difesa atalantina attenta e aggressiva. I palloni che arrivano in area sono pochi e spesso prevedibili, segno di una manovra lenta e poco ispirata. Anche a centrocampo manca brillantezza: la Roma non riesce ad alzare il ritmo né a creare superiorità, finendo per subire l’intensità e la reattività della Dea.
L’Atalanta, sospinta dal pubblico di casa, appare invece viva, organizzata e affamata. La squadra bergamasca dà l’impressione di aver ritrovato lo spirito e i meccanismi del ciclo gasperiniano, con pressing alto, aggressività e continui inserimenti che mettono in difficoltà la retroguardia giallorossa.
Per la Dea è una vittoria pesante, che riapre con decisione il discorso europeo. Per la Roma, invece, è un campanello d’allarme che suona sempre più forte. La classifica non aspetta e il problema dei gol è ormai evidente: serviranno risposte rapide, dentro e fuori dal campo.
Foto: As Roma











