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Più libri più liberi, gli editori ‘chiudono’ per mezz’ora e cantano “Bella ciao”

07/12/25 - 09:35

Erano le 15:00 di ieri pomeriggio quando più della metà degli stand della fiera “Più libri più liberi” ha tirato giù i teli coprendo i libri esposti e posizionandoci sopra cartellini e fogli con su scritto “Chiuso per antifascismo”, poi si sono avviati lungo i corridoi dando vita a un corteo che ha iniziato a intonare “Bella ciao”.

Una protesta durata circa mezz’ora, contro la presenza alla fiera della casa editrice “Passaggio al bosco”, accusata di pubblicare libri inneggianti al nazifascimo e ai vari personaggi che ne hanno segnato la storia.

«La nostra azione è perché non vogliamo condividere uno spazio con chi non condivide valori democratici. Il nostro è un messaggio all’Associazione italiana editori, altrimenti è meglio chiuderla», ha detto Matteo Tombolini, di “Momo Edizioni”.  “Editori Laterza” ha invece esposto un cartello con una citazione di Primo Levi: «Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte e oscurate. Anche le nostre».

Marco Scatarzi, editore di “Passaggio al Bosco” ha fatto sapere che risponderà alla contestazione al termine della fiera: «Faremo un comunicato. Non siamo un movimento politico, siamo qui per svolgere il nostro lavoro».

La protesta per la presenza a Più libri più liberi della casa editrice Passaggio al bosco è iniziata ancora prima del 4 dicembre, giorno dell’inaugurazione, con dietro front illustri alla partecipazione di Zerocalcare, Corrado Augias, Alessandro Barbero e Antonio Scurati che hanno aderito all’appello, con tanto di raccolta firme, lanciato da cento intellettuali che protestavano contro chiedevano l’Associazione italiana editori (Aie) per avere concesso uno stand alla casa editrice “Passaggio al Bosco”.

Intanto oggi la Fiera continua con ospiti e appuntamenti. Perché la cultura protesta ma non si ferma.

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