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Ostia: minacce, molotov e botte per recuperare i soldi della droga. Pusher in manette

06/11/25 - 09:29

Un 35enne albanese è finito in manette con l’accusa di lesioni personali gravissime. Ad arrestarlo gli agenti della Polizia di Stato, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma.

I fatti, secondo quanto ricostruito dagli investigatori del X Distretto Lido, risalirebbero allo scorso agosto, quando l’uomo avrebbe messo in atto una serie di aggressioni nei confronti di un’altra persona, per un debito contratto negli ambienti dello spaccio sul litorale laziale.

Il pusher avrebbe ceduto della cocaina alla vittima, accettando il pagamento posticipato, che, proprio per questo motivo prevedeva un importo di molto superiore a quello iniziale, tanto da arrivare a interessi da usura in caso di ritardo nel pagamento.

Il mancato Rispetto del versamento della somma dovuta ha Scatenato da parte delle 35 enne, una vera e propria reazione a catena di violenze e per riscuotere il pagamento del debito, il pusher avrebbe, in più occasioni, messo a segno un escalation di aggressioni: dalle minacce di morte armato di pistola, all’aggressione nei pressi di un distributore dove avrebbe investito la vittima con la bici, fino al lancio di una molotov artigianale contro la sua abitazione.

Gli investigatori sono riusciti a ricostruire la vicenda a seguito dell’ennesimo episodio di violenza verificatosi appena qualche settimana fa, quando il trentacinquenne, in compagnia di altre persone, avrebbe incontrato alcuni familiari del debitore con la pretesa di ottenere da loro quanto, a suo dire, dovutogli.

Successivamente c’è stata una violenta aggressione, al culmine della quale l’albanese aveva cercato di colpire con un coltello il cliente inadempiente.

Il padre della vittima, che si era frapposto tra l’aggressore e il figlio, aveva riportato delle gravissime ferite, anche al volto, che i sanitari avevano giudicato guaribili in non meno di 45 giorni.

Grazie all’esame incrociato delle immagini di videosorveglianza presenti nella zona, gli agenti hanno ricostruito il quadro indiziario a carico dell’uomo, riuscendo ad abbattere il muro di omertà innalzato, all’indomani dei fatti, dalle vittime dell’aggressione.

Sono stati gli stessi agenti del Distretto Lido a condurre il trentacinquenne albanese nel carcere di Rebibbia a disposizione dell’Autorità.

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