Nel quartiere della Garbatella, a piazza Sauli, la street artist Laika ha realizzato il suo ultimo lavoro dedicato a Awdah Kathaeleen, l’attivista palestinese conosciuto anche per aver lavorato al documentario vincitore del Premio Oscar “No Other Land” e ucciso nel villaggio di Masafer Yatta da un colono israeliano.
Nell’opera, dal titolo “Awdah”, é stato raffigurato il volto dell’attivista ucciso tre giorni fa.
“Ho voluto rendere omaggio – spiega Laika – a una persona straordinaria che ha difeso la propria terra pagando con la vita e ho scelto di farlo durante la sua commemorazione pubblica, alla presenza dei suoi amici romani, attivisti e attiviste, compagni e compagne di lotta, in un quartiere che ha accolto Awdah quando era a Roma”.
Nel comunicato Laika sottolinea come l’impunità sia “una costante perché l’assassino di Awdah è oggi libero, mentre molti attivisti di Masafer Yatta sono incarcerati senza processo”.
All’affissione del poster presente anche Micol Meghnagi, amica di Awdah. “Ad Umm Al Khair hanno proibito anche la sua commemorazione – ha detto – il diritto a piangere un attivista infaticabile, un padre, un marito. È così che agisce l’occupazione israeliana: priva i palestinesi della propria dignità anche da morti; deumanizza la perdita, il dolore, l’amore. È per questo che lo abbiamo commemorato a Roma”.

È ancora Laika a denunciare: “Come può uno Stato che ha causato la morte di oltre 60.000 persone, tra cui 18.000 bambini, che affama quasi due milioni di esseri umani, espropria terre e lascia impuniti crimini come quello di Awdah, essere ancora definito ‘l’unica democrazia del Medio Oriente’?”.











