“Caro Santo Padre, qui da Gaza coloro che stavano alla Messa di oggi. Fa molto, molto freddo, però vogliamo manifestarle la nostra gratitudine, la nostra vicinanza, la nostra preghiera. Tutto il mondo sta pregando per lei ed è molto riconoscente, e tutti desideriamo la sua salute”.
Tutti davanti all’altare sotto l’affresco della Sacra Famiglia che dà il nome alla chiesa, i parrocchiani di Gaza hanno mandato un video al Papa per augurargli la pronta guarigione e assicurargli la loro preghiera in questo tempo difficile del ricovero al Gemelli.
Il parroco Gabriel Romanelli e il suo popolo, come riporta Vatican News, hanno voluto fare sentire la loro vicinanza al Pontefice che, dallo scoppio della guerra, senza mai mancare un appuntamento, ha telefonato ogni sera alle 19 con video-chiamate di meno di un minuto per informarsi sulla salute, sulle condizioni di vita, su cosa avessero mangiato quel giorno, per scherzare coi bambini e inviare la sua benedizione, a volte anche in arabo.
Anche dalla sua stanza del Gemelli, Francesco nei primi giorni del ricovero ha chiamato il parroco e il suo vice padre, Yusuf Asad, entrambi sacerdoti del Verbo Incarnato. Addirittura nei primi due giorni della degenza – nonostante le difficoltà di salute e un black out in tutta Gaza City – sono due le video-call che il Papa ha effettuato tramite lo smartphone di uno dei pochi collaboratori ammessi al decimo piano. Negli ultimi giorni il Pontefice, a motivo anche dell’aggravamento delle sue condizioni – che, riferiva ieri il bollettino vaticano serale, hanno mostrato un “lieve miglioramento” – non era riuscito a mantenere l’impegno con i suoi amici di Gaza. L’ha fatto ieri, come riferito dalla Sala Stampa vaticana, telefonando in serata alla Sacra Famiglia. E proprio, come si apprende, per ringraziare del video ricevuto.“Grazie tante, le auguriamo una buona salute, preghiamo per lei tutto il tempo”, si sente dire nel filmato da un uomo, anziano, di Gaza. Accanto a lui donne, bambini, suore Missionarie della Carità. Tutti insieme concludono con un coro: “Dio la benedica tutto il tempo. Shukran, shukran!”.










