In tanti hanno partecipato nella basilica di Santa Maria in Trastevere al pranzo di Natale con i poveri della Comunità di Sant’Egidio. Un forte messaggio di pace e di solidarietà. Senza dimora, anziani, famiglie in difficoltà, rifugiati venuti con i corridoi umanitari si sono seduti a tavola con chi ogni giorno dell’anno li aiuta ed è loro amico. Per quasi due ore hanno parlato e fatto festa con il menù della tradizione: lasagne, polpettone, lenticchie e panettone. “Questa tavola vince la solitudine ma è anche una proposta alla nostra società perché diventi più fraterna e accogliente”, l’invito di Andrea Riccardi, che ha partecipato al pranzo. Perché, come ha commentato il presidente di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, “insieme alle porte della basilica, si sono aperte anche le porte di tanti cuori, di tutte quelle persone, tra cui molti giovani, che oggi si occupano di chi ha bisogno”. Il pranzo nella basilica ha visto la presenza anche del sindaco di Roma Roberto Gualtieri: “Per me è un grande onore stare qui. E’ un momento bellissimo, con persone che hanno bisogno di sentire la città vicina, una città che non vuole lasciare indietro nessuno, dove tutti stanno meglio, non solo le persone che vengono aiutate, ma anche chi aiuta”. Alla fine del pranzo, il parroco di Santa Maria in Trastevere, don Marco Gnavi ha sottolineato che “insieme abbiamo vissuto la realtà di un popolo senza confini, che ritrova la speranza e costruisce un futuro di pace”.
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