La Regione Lazio ha previsto un investimento di 7 milioni di euro per il progetto, che porterà alla realizzazione di 57 nuovi alloggi Ater e spazi comuni, verdi e sociali per i residenti.
L’opera coinvolgerebbe anche il sesto ponte, dove però insistono due questioni da risolvere: la presenza di una sede della Comunità di Sant’Egidio e di un centro sociale occupato, l’L38 Squat. “Sant’Egidio non deve preoccuparsi – ha sottolineato la mini sindaca Di Salvo – l’ho già detto sia all’onorevole Paolo Ciani, sia a loro direttamente l’ultima volta a Natale. Un posto si trova, devono stare tranquilli”. Sarà meno facile, per usare un eufemismo, dialogare con il centro sociale: “Loro hanno chiarito molte volte come la pensano – aggiunge – anche con modi non sempre giusti. Bisognerebbe sempre restare nel rispetto delle persone e nella legalità”. Lo squat, però, non è aperto al dialogo. A marzo i militanti hanno denunciato tramite i social l’arrivo di lettere di sgombero, consegnate dalla polizia locale: “Vogliono burocratizzare il processo – accusano dallo squat – ma L38 non si tocca. Noi da qui non ce ne andiamo”.










