Un anno e 4 mesi di reclusione è la condanna richiesta dai pm della procura di Roma Tucci e Varone nei confronti di Domenico Arcuri, l’ex commissario straordinario per l’emergenza Covid. L’accusa è di abuso di ufficio nell’inchiesta giudiziaria sulla maxi-fornitura delle mascherine importate dalla Cina nel marzo del 2020. Sotto la lente dei magistrati romani gli affidamenti per un valore di 1,25 miliardi di euro per l’acquisto di oltre 800 milioni di mascherine, effettuate attraverso alcune imprese italiane.
Secondo i pubblici ministeri romani Arcuri, che ha scelto il rito abbreviato, nominato quattro anni fa da Giuseppe Conte “nella qualità di commissario per l’emergenza sanitaria da Covid 19, dunque di pubblico ufficiale – si legge nel capo di imputazione – in concorso con Antonio Fabbrocini, rup (responsabile unico del procedimento, ndr) delle aggiudicazioni di forniture commesse dalla struttura commissariale e dunque anche lui pubblico ufficiale“, nonché in unione e concorso per mutuo accordo con Vincenzo Tommasi, “costituivano, intenzionalmente, in capo al Tommasi, con ciò abusando del loro ufficio, un’illecita posizione di vantaggio patrimoniale“.










