Non si ferma la protesta degli studenti del collettivo Cambiare Rotta. Dopo mesi di mobilitazioni studentesche contro i numerosi accordi che legano l’ateneo romano a Israele si preannuncia un innalzamento del livello dello scontro con la rettrice Antonella Polimeni e il governo Meloni. Per il 9 Aprile è stato convocato un presidio alla Farnesina contro il bando mentre il 16 Aprile gli studenti saranno di nuovo in presidio al Senato Accademico della Sapienza.
Con l’occupazione del Rettorato della Sapienza gli studenti chiedono lo stop all’accordo di cooperazione con Israele e del bando del ministero degli Esteri (Maeci) che ritengono finalizzati alla produzione e invio di armi all’IDF che porta avanti da ottobre un genocidio per estirpare la popolazione palestinese da Gaza. L’appello dei ragazzi è condiviso da centinaia di docenti e ricercatori universitari.
“Dopo i partecipati cortei cittadini e dentro l’ateneo – si legge in una nota diffusa sui social – dopo le numerose iniziative di solidarietà con la resistenza palestinese, la comunità studentesca riprende iniziativa. La rettrice e la governance di ateneo finora hanno rifiutato di ascoltarci, ora il Senato Accademico dovrà discutere le nostre rivendicazioni e mettere fine alla complicità con Israele”.
“Il rifiuto dell’università di Torino di partecipare al bando MAECI – prosegue l’organizzazione studentesca – e l’annuncio delle dimissioni del rettore dell’Università di Bari dal suo incarico in Med-Or, fondazione di Leonardo SpA, mostrano che il boicottaggio accademico sta dando i suoi frutti e che si può porre fine alla criminale complicità del nostro sistema formativo con la barbarie del genocidio in Palestina e delle guerre”.
Fino ad oggi la risposta non è stata soddisfacente: dopo aver ricevuto – peraltro tramite una nota stampa e dunque senza alcuna interlocuzione con gli studenti – una ferma condanna da parte della Rettrice nei confronti delle mobilitazioni, gli studenti denunciano per l’ennesima volta un clima di tensione altissimo per la presenza ingombrante delle forze dell’ordine all’interno dell’ateneo.
Non sono arrivate inaspettate le dichiarazioni della Ministra dell’Università Bernini che ha contattato il Capo della Polizia dopo gli eventi di ieri, e dopo aver convocato la conferenza dei rettori la scorsa settimana. “Se la direzione è quella di inasprire le misure repressive e chiudere ancora di più gli spazi di agibilità politica e democratica nei nostri atenei non possiamo fare passi indietro” – afferma in una nota Cambiare Rotta – “I risultati di Bari e Torino ci indicano infatti che vincere è possibile e che sono le mobilitazioni a creare le condizioni per ribaltare la realtà”.











