Impressionisti – L’alba della modernità, è il titolo della mostra dedicata agli Impressionisti, a 150 anni dalla nascita del movimento artistico, in programma dal 30 marzo al 28 luglio, nelle sale del Museo Storico della Fanteria di Roma a Piazza Santa Croce in Gerusalemme.
La mostra ripercorre la storia del movimento Impressionista con dipinti, acquarelli, sculture, ceramiche. A rendere particolare la mostra capitolina sono però bozzetti e litografie che pongono un’attenzione particolare alle tecniche sperimentali adottate dagli artisti nel campo del disegno, stampa e incisione.
160 opere realizzate da 66 artisti, tra cui Degas, Manet, Renoir e l’italiano De Nittis, offrono al pubblico le sperimentazioni e le sfaccettature del movimento artistico. Il progetto espositivo pone un’attenzione particolare sulle nuove tecniche applicate nel campo del disegno, della stampa e dell’incisione, con l’esposizione di celebri bozzetti e litografie: La maison du doctor Gachet di Cézanne, L’homme à la pipe di Van Gogh, Il ritratto di Berthe Morisot e il Bar aux Folies-Bergère di Manet, La loge di Renoir e, ancora, le celebri ballerine di Degas, del quale in mostra sono presenti anche diverse sculture bronzee realizzate sullo studio del movimento.
Il percorso espositivo è diviso in tre sezioni: Da Ingres a L’École de Barbizon, Fermenti dell’Impressionismo; L’Impressionismo e L’eredità dell’Impressionismo, che partono va da inizio ‘800, con opere di Ingres, Corot, Delacroix e Dorè, per arrivare agli eredi Toulouse-Lautrec, Permeke, Derain, Dufy e Vlaminck e concludersi nel 1968, con un’acquaforte di Pablo Picasso, omaggio agli artisti Degas e Desbouti.











