Un Roland Garros disputato ai livelli massimi anche se il finale è stato amaro quanto inatteso. Matteo Berrettini parla del ritiro nei quarti di finale contro Matteo Arnaldi arrivato per un problema fisico quando il suo avversario era avanti 7-5 5-2 nel secondo set. “La cosa più bella per me è stato avere a Parigi le persone che hanno sempre creduto in me, che mi hanno visto nei momenti più tristi e hanno vissuto queste due settimane così intense. Per loro e per me stresso avrei voluto finire il torneo in un’altra maniera. Così resta l’amaro in bocca di non essere riuscito neanche a provarci, o comunque averlo fatto solo fino a un certo punto. Devo prendere il buono. Sono state due settimane pazzesche con bellissime gioie”. Il tennista romano prova ad analizzare il problema fisico che lo ha costretto al ritiro: “È sicuramente l’anca. Spero che gli esami siano chiari e possano dirmi qual è il problema. Non avevo mai avuto nulla del genere. Avevo avuto problemi all’anca destra tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020, ma era un dolore diverso. La mia partecipazione a Wimbledon? Mi piacerebbe saperlo. Se fosse stato un problema addominale avrei detto esattamente quante settimane avrei dovuto stare fuori. Questo problema lo conosco meno, non so quante settimane dovrò stare fermo, lo lascerò decidere ai dottori. Spero sia il meno possibile. Nella mia testa ovviamente non voglio stare fuori tre mesi. Spero di essermi fermato in tempo. So che non è un fastidio, sui fastidi ci si passa sopra. Spero di non fermarmi troppo, mi sentivo un buon ritmo, avevo delle belle sensazioni in campo. Speriamo di rivederci a Wimbledon” conclude Matteo Berrettini.
Foto: FITP











