L’ombra delle scommesse sul tennis. A riaccendere i fari sul tema decisamente d’attualità le parole inequivocabili di Matteo Berrettini a margine della sua prima sfida agli US Open in cui ha battuto Wawrinka. “Dobbiamo proteggere i giocatori per creare un ambiente sicuro – ha detto il tennista romano -. Se non sbaglio, a Indian Wells una tennista italiana ha ricevuto dei messaggi come accaduto a mio fratello. Al Roland Garros ha ricevuto messaggi sul telefono con minacce alla mia famiglia e cose di questo tipo. Dovremmo creare una struttura più forte, magari un comitato, per proteggere i giocatori”. Berrettini ha poi sottolineato come soprattutto durante i Challenger possano essere episodi spiacevoli con il pubblico presente allo stadio: “Non è facile dire: tu puoi entrare e tu non puoi entrare, perché non sai come si comporteranno. Qualcosa però va fatto”. Il riferimento è al disturbo durante il match, situazioni in cui non è facile sentirsi a proprio agio. Infine Berrettini ha chiuso con una riflessione generale sul betting: “Se fatto nel modo giusto, gestito in modo controllato e senza degenerazione del gioco legato alle scommesse, può anche essere divertente. A me non piacciono i Casinò, ma credo che faccia parte del nostro sport, se non sbaglio molti soldi nel tour arrivano da lì” conclude il due volte vincitore della Coppa Davis.
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