Si chiama Octavian e ha 66 anni, l’operaio di origini rumene ancora intrappolato sotto le macerie dopo il secondo crollo della Torre dei Conti. Non si conoscono le reali condizioni di salute dell’uomo, ma è certo che ha comunicato con i soccorritori. L’area in cui l’operaio è stata messa in sicurezza tramite una sorta di camera d’aria ed è sostenuta da bombole di ossigeno. La moglie dell’operaio rumeno, giunta sul posto, sta seguendo le operazioni di soccorso del marito. Con lei anche l’ambasciatrice della Romania a Roma, Gabriela Dancau e i colleghi di Octavian.

Continuano quindi da ore le operazioni dei Vigili del Fuoco per liberarlo: nel primo pomeriggio sono arrivati sul posto i mezzi pesanti per aspirare i detriti. Le operazioni sono rese difficoltose dal pericolo di nuovi crolli e si procede a rilento, anche scavando a mani nude proprio per evitare nuovi crolli.
Altri tre operai, che erano al lavoro sulle impalcature di sostegno alla Torre ed erano rimasti bloccati, sono stati recuperati dai Vigili del Fuoco con un’autoscala. La Procura di Roma ha aperto un’indagine per l’ipotesi di lesioni colpose. Indagano i Carabinieri.










