È tornato in carcere Ferdinando Conca, il 44enne noto alle cronache per l’omicidio della sua ex fidanzata Silvia Napoli, uccisa nel 2003 dopo essere stata gettata dal 14° piano di un palazzo di via dell’Archeologia, a Tor Bella Monaca. Dopo aver scontato la condanna per quel delitto, l’uomo è stato arrestato di nuovo, questa volta a Ostia, con l’accusa di maltrattamenti e atti persecutori nei confronti dell’attuale ex compagna.
L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dalla gip del Tribunale di Roma Emanuela Attura, è stata eseguita dalla polizia, che ha rintracciato il 44enne mentre passeggiava con il cane. L’uomo è stato trasferito nel carcere di Rebibbia.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, durante la convivenza la donna avrebbe subito una lunga serie di violenze fisiche, psicologiche e morali. Il provvedimento cautelare parla di insulti, umiliazioni, percosse e minacce, documentando episodi specifici tra cui un’aggressione con un coltello, una lesione al torace e un colpo alla testa inferto con una padella lanciata contro la vittima.
La relazione si era interrotta lo scorso maggio, ma le condotte persecutorie non sarebbero cessate: dalla separazione, l’uomo avrebbe iniziato a tempestare l’ex compagna di chiamate a ogni ora del giorno e della notte, rivolgendole minacce di morte esplicite. A ciò si sarebbe aggiunta la pubblicazione quasi quotidiana di video intimidatori su TikTok.
Le indagini, condotte dal VI Distretto Casilino e dalla Procura di Roma, hanno ricostruito un’escalation che avrebbe provocato nella vittima un grave stato d’ansia, costringendola a modificare radicalmente le proprie abitudini quotidiane, evitando ad esempio di uscire da sola. Le sue dichiarazioni avrebbero trovato riscontro nei filmati sequestrati e nelle testimonianze dei familiari.
Nelle motivazioni che hanno portato alla misura cautelare, la gip avrebbe richiamato anche il precedente per l’omicidio di Silvia Napoli.










