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Spionaggio e segreti di Stato alla Russia, due arresti e quattro militari indagati

08/07/26 - 09:46

Avrebbero raccolto e trasmesso informazioni riservate a un presunto agente dei servizi segreti russi in cambio di denaro. Con questa accusa i Carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale (Ros) hanno arrestato due uomini nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalle Procure ordinaria e militare di Roma su una presunta rete di spionaggio operante nella Capitale.

Ai domiciliari sono finiti Gavino Raoul Piras e Vincenzo Di Pasquale, entrambi 59enni ed ex appartenenti all’Agenzia informazioni e sicurezza interna (Aisi). Le accuse, a vario titolo, sono di spionaggio e accesso abusivo a sistemi informatici.

L’indagine partita dal controspionaggio

L’inchiesta nasce dalle attività di controspionaggio dell’Aisi, che nel corso del 2025 avrebbe individuato un presunto tentativo dei servizi di intelligence russi di reclutare un ex agente italiano per acquisire informazioni classificate riguardanti, tra l’altro, il settore della difesa.

Gli elementi raccolti dall’Agenzia sono stati trasmessi al Ros, che, d’intesa con la Procura di Roma e la Procura militare della Capitale, ha avviato le indagini sfociate nelle misure cautelari eseguite oggi.

Secondo l’ipotesi accusatoria, Piras avrebbe svolto il ruolo di intermediario unico con un presunto ufficiale dei servizi segreti russi operante in Italia sotto copertura diplomatica e, quindi, protetto dall’immunità prevista dalle convenzioni internazionali.

Le informazioni riservate e le presunte fonti

Gli investigatori ritengono che l’ex sottufficiale dell’Arma, in pensione dal 2012 dopo una lunga esperienza anche nel settore dell’intelligence, si avvalesse di sei fonti informative, tra cui quattro militari ancora in servizio, tutti iscritti nel registro degli indagati.

Secondo la ricostruzione della Procura, nel corso di diversi incontri con il presunto agente russo sarebbero state consegnate informazioni riservate riguardanti la sicurezza dello Stato e la produzione industriale italiana nel comparto della difesa, ricevendo in cambio somme di denaro.

Le notizie oggetto dell’indagine sarebbero state coperte da segreto o comunque destinate a rimanere riservate nell’interesse della sicurezza nazionale.

Sette gli indagati

Oltre ai due arrestati risultano indagate altre cinque persone, tra cui quattro militari in servizio. I reati ipotizzati comprendono, a vario titolo, procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, spionaggio politico o militare, rivelazione di segreti di Stato e divulgazione di informazioni riservate.

Parallelamente, la Procura militare ha disposto perquisizioni nei confronti dei quattro militari coinvolti, ipotizzando i reati di rivelazione di segreti militari e procacciamento di notizie segrete a scopo di spionaggio.

Sequestri e accertamenti

Le misure cautelari sono state eseguite con il supporto del Gruppo di Intervento Speciale (GIS) e del Comando provinciale dei Carabinieri di Roma. Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati dispositivi informatici e documentazione che saranno ora analizzati dagli investigatori per accertare l’entità delle informazioni eventualmente sottratte e i possibili danni alla sicurezza nazionale.

Durante una delle perquisizioni sarebbero stati inoltre trovati circa 20 mila euro in contanti, somma ora al vaglio degli inquirenti.

L’inchiesta è nella fase delle indagini preliminari. Le accuse formulate dalle Procure rappresentano allo stato ipotesi investigative e dovranno essere verificate nel corso del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza degli indagati fino a un’eventuale sentenza definitiva.

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