“Il tempo di Spin Time è ora”: con queste parole gli attivisti raccontano quanto accaduto ieri pomeriggio, quando hanno nuovamente riempito via di Santa Croce in Gerusalemme con corpi e voci, al termine di 27 giorni di presidio ininterrotto, giorno e notte, davanti al palazzo occupato.
Secondo quanto riferito dalla comunità, l’obiettivo principale del presidio – ottenere un alloggio dignitoso per tutte le famiglie sgomberate nella notte del 29 luglio – è stato raggiunto: tutti i nuclei familiari hanno ora un posto nelle strutture temporanee messe a disposizione dal Comune di Roma, in attesa di una sistemazione abitativa definitiva.
Nonostante il traguardo raggiunto, la comunità ha annunciato che non intende fermarsi: da oggi, sotto il palazzo, saranno posizionati sette gazebo, da cui proseguiranno i contatti con il quartiere e gli abitanti e continueranno a essere erogati i servizi già attivi, come il Rework, la tutela sociale e il Legal Aid.
Gli attivisti hanno ribadito la volontà di restare presenti davanti allo stabile, definito “il nostro orizzonte” e simbolo di un modello di città alternativo, che metta il bene comune davanti al profitto, governata da una politica capace di contrapporsi ai grandi poteri finanziari senza esserne succube. Un modello, sostengono, che spaventerebbe chi vuole la comunità divisa e isolata, e che rappresenterebbe una minaccia per i grandi gruppi del capitale finanziario e immobiliare, come Investire SGR, accusata di “divorare” sempre di più le città.
Il messaggio ribadito ieri sarà rilanciato il 19 e 20 settembre, durante la manifestazione e l’assemblea nazionale che, secondo gli organizzatori, riporteranno Spin Time al centro del dibattito pubblico cittadino e nazionale.










