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Si fingono carabinieri per rapinare una famiglia rom, in manette due poliziotti già ai domiciliari

24/12/25 - 08:53

Con distintivo al collo, si sono presentati al campo rom di via dei Gordiani fingendosi Carabinieri, ma in realtà erano poliziotti per altro già agli arresti domiciliari per un colpo analogo messo a segno a Mezzocammino. I due sono finiti in manette insieme ad altri due uomini, un croato e una marocchino.

I due poliziotti si sono presentati all’interno dell’abitazione mostrando il distintivo dell’Arma dichiarando di essere del comando dei Parioli e di dover eseguire una perquisizione per la ricerca di armi e droga. Una volta all’interno, la situazione sarebbe rapidamente degenerata: minacce, urla e un clima di terrore che avrebbe costretto l’intero nucleo familiare a rimanere chiuso nell’alloggio, con la porta sbarrata dall’interno.

Poi hanno minacciato la famiglia che vive in un modulo abitativo all’interno del campo all’interno del campo, padre, madre e quattro figli minorenni, sfondato una parete dove hanno trovato 5.000 euro in contanti, cinque Rolex e un Cartier che hanno detto di dover sequestrare.

Ora i poliziotti sono finiti in carcere, accusati di rapina pluriaggravata. Le indagini eseguite dai Carabinieri, coordinati da magistrati della Procura della Repubblica di Roma, del dipartimento “Criminalità diffusa e grave”, con l’ausilio della Squadra Mobile di Roma, fondate sulle dichiarazioni della persona offesa, sulla acquisizione e visione dei sistemi di videosorveglianza presenti in zona, nonché sull’analisi approfondita di tabulati telefonici e delle copie forensi di dispositivi in uso agli indagati, hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico dei quattro uomini, per il reato di rapina in abitazione, pluriaggravata essendo stato il fatto commesso in più persone riunite, all’interno di un luogo di privata dimora, abusando dei poteri e violando i doveri inerenti alla pubblica funzione e cagionando alle persone offese un danno patrimoniale di rilevante gravità.

Grazie al lavoro dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Ostia  si è giunti, non solo all’identificazione di tre dei quattro presunti autori materiali del reato ma anche del basista, il croato, che aveva fornito ai complici dettagliate informazioni circa l’obiettivo da “perquisire” e i nascondigli utilizzati dalle vittime per custodire gli oggetti di valore, che era  già stato sottoposto a perquisizione nel luglio del 2025, in quanto ritenuto indiziato della detenzione di un’autovettura oggetto di furto su cui erano state applicate le targhe contraffatte di un veicolo della stessa marca, modello e colore.

La Procura della Repubblica di Roma, in particolare i magistrati del Dipartimento “Criminalità diffusa e grave”, specializzati nel contrasto alle gravi forme dei reati predatori con il qualificato contributo delle Forze dell’ordine della Provincia, continua negli sforzi finalizzati al contrasto ai  detti reati ed in particolare al diffuso ed efferato fenomeno delle rapine in abitazione, così come dimostrano le recenti importanti operazioni condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ostia e della Compagnia di Roma-Parioli”.

 

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