Un’imponente operazione del territorio è stata condotta nella giornata di ieri dai Carabinieri della Compagnia di Roma Casilina all’interno del quartiere Quarticciolo, con l’obiettivo di contrastare capillarmente lo spaccio di sostanze stupefacenti e il degrado urbano.
Il blitz si è articolato attraverso diverse azioni d’impatto consecutive, con vere e proprie “chiusure a tenaglia” dei punti d’accesso alle principali piazze di spaccio del quartiere. L’operazione dei Carabinieri ha portato all’arresto complessivo di 13 persone, al sequestro di 362 dosi tra crack e cocaina, per un peso totale di circa 115 grammi di crack e 61,4 grammi di cocaina, dal valore stimato di oltre 7.200 euro, oltre al recupero di 1.210 euro in contanti.
Nello specifico, i militari hanno arrestato 10 persone straniere, senza fissa dimora e con precedenti, gravemente indiziate di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Le dosi di droga e il denaro contante sono stati rinvenuti a seguito di perquisizioni personali e di accurate ispezioni nei nascondigli di fortuna individuati dai militari tra vani contatori, buche nel terreno, tombinature dell’illuminazione pubblica e aree verdi.
Tra gli episodi più concitati, quello che ha visto protagonista un cittadino marocchino di 30 anni, sorpreso con 15 dosi di crack e 240 euro in contanti, che ha tentato la fuga colpendo i militari con alcune gomitate prima di essere bloccato in sicurezza.
Tra gli arrestati anche una donna romana di 48 anni, fermata per evasione dopo essere stata sorpresa fuori dalla propria abitazione in violazione della misura degli arresti domiciliari a cui era sottoposta.
Nel corso dei controlli è stato inoltre rintracciato un uomo romano di 53 anni, nei cui confronti è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Roma. Il provvedimento era scaturito su richiesta della Stazione Carabinieri di Roma Tor Tre Teste, a causa delle reiterate violazioni delle prescrizioni cui l’uomo era sottoposto per reati legati alla droga.
Tutti gli arresti eseguiti nel corso dell’operazione sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria.
Si precisa che i procedimenti versano nella fase delle indagini preliminari, per cui gli indagati sono da ritenersi innocenti fino a un’eventuale condanna definitiva.










