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Nave Vespucci, summit Onu: i Carabinieri contro i traffici illeciti di beni culturali

08/07/26 - 12:12

La protezione del patrimonio culturale nelle aree di crisi e nei conflitti armati al centro dell’evento collaterale del United Nations Chiefs of Police Summit – UNCOPS V 2026, organizzato a bordo della Nave Scuola della Marina Militare Amerigo Vespucci, presso l’Hudson River Park – Pier 86 di New York.

L’iniziativa, promossa dall’Arma dei Carabinieri in collaborazione con INTERPOL e UNESCO, ha riunito rappresentanti istituzionali e organismi internazionali per affrontare il tema “Cultural Heritage Protection in Peace Operations: Security Challenges and Criminal Threats”, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della tutela dei beni culturali come elemento di sicurezza internazionale.

Al centro del confronto il legame tra conflitti, criminalità organizzata, traffici illeciti e distruzione del patrimonio storico e culturale dei popoli. Durante i lavori è stata ricordata la Risoluzione 2347 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, adottata il 24 marzo 2017, che ha riconosciuto la protezione del patrimonio culturale come componente rilevante per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.

Particolare attenzione è stata dedicata alle operazioni di pace delle Nazioni Unite e alla necessità di prevenire saccheggi, scavi clandestini, distruzioni e traffici illegali di opere d’arte nei territori interessati da crisi e guerre.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre approfondito il quadro normativo internazionale, con riferimento alla Convenzione dell’Aia del 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato e alla Convenzione UNESCO del 1970contro l’importazione, l’esportazione e il trasferimento illecito dei beni culturali.

L’esperienza italiana dei Carabinieri

Ampio spazio è stato riservato al modello italiano di tutela del patrimonio culturale, considerato un punto di riferimento internazionale. In particolare è stato illustrato il ruolo del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, istituito nel 1969, e della Task Force “Caschi Blu della Cultura”, impegnata nella salvaguardia dei beni culturali in scenari di emergenza e conflitto.

Durante l’evento è stata inoltre evidenziata l’importanza della banca dati italiana dei beni culturali illecitamente sottratti, tra le più avanzate al mondo nel settore, che contiene 1.117.000 immagini di opere d’arte oggetto di furto o rapina, uno strumento fondamentale per l’identificazione e il recupero dei beni dispersi.

Cooperazione internazionale contro i traffici illeciti

Il dibattito ha sottolineato la necessità di integrare maggiormente la protezione del patrimonio culturale nei mandati delle missioni di pace, attraverso formazione specialistica, cooperazione tra componenti civili e militari, risorse adeguate e strumenti di coordinamento tra istituzioni nazionali e internazionali.

Rilevante anche il contributo di INTERPOL, con la banca dati internazionale delle opere d’arte rubate e l’applicazione ID-Art, strumenti destinati a favorire il riconoscimento, la tracciabilità e il recupero dei beni culturali sottratti illegalmente.

Nel confronto sono state analizzate anche le attività delle diverse strutture delle Nazioni Unite, tra cui UNESCO, UNOCT, UNODC e UNICRI, impegnate nel rafforzamento delle capacità degli Stati, nella diffusione delle buone pratiche e nel contrasto alle reti criminali transnazionali coinvolte nel traffico di beni culturali.

L’incontro di New York ha confermato il ruolo dell’Italia e dell’Arma dei Carabinieri nella cooperazione internazionale per la difesa del patrimonio culturale, considerato non solo una testimonianza del passato ma anche uno strumento di dialogo, identità e stabilità per le comunità colpite dai conflitti.

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