Un coltello puntato alla gola, minacce di morte urlate in un negozio pieno di clienti, un tirapugni scagliato contro una vetrina. È il culmine di giorni di paura nel quartiere Montagnola, dove un uomo di 41 anni, italiano, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l’accusa di tentata rapina aggravata. Un’escalation di violenza che, secondo gli investigatori, si è consumata nel giro di appena ventiquattro ore, ma che residenti e commercianti raccontavano da settimane con toni sempre più allarmati.
Prima dell’arresto, il quartiere aveva vissuto settimane di tensione crescente, denunciata più volte dagli abitanti sui social e attraverso segnalazioni alle forze dell’ordine. Diversi residenti avevano raccontato a RomaToday di sentirsi “sotto attacco”, denunciando come i commercianti fossero costretti ad abbassare le saracinesche prima del solito.
Nelle segnalazioni si parlava di un uomo che girava armato di coltello, pronto a disfarsene appena avvicinato dalle forze dell’ordine, e che avrebbe più volte insultato e aggredito verbalmente donne e anziani. Quell’uomo si è poi rivelato essere il 41enne arrestato. Secondo quanto riferito dagli abitanti, l’uomo sarebbe già stato fermato in passato dalle forze dell’ordine per poi essere rilasciato nel giro di poche ore, alimentando un diffuso senso di insicurezza, con episodi riferiti anche nel bar della piazza e nella sala scommesse di via Vera.
A testimoniare il clima di paura nel quartiere è stata anche la scelta, resa pubblica nei giorni scorsi, della storica gelateria “I Mannari”, che in un comunicato ha parlato di una situazione “già segnalata più volte alle forze dell’ordine”, riferendosi a un uomo che stava aggredendo passanti, clienti e commercianti della zona. Una situazione che ha portato il locale a una decisione definita “mai prima presa”: la chiusura anticipata alle 21, effettuata sabato 29 e domenica 30 agosto, “per la sicurezza dei nostri clienti e del nostro personale”.
L’epilogo della vicenda è arrivato nel pomeriggio di ieri, quando una chiamata al numero unico d’emergenza ha segnalato, per l’ennesima volta, la presenza di un uomo armato di coltello in escandescenza all’interno di un esercizio commerciale della zona. Sul posto sono intervenuti gli agenti del IX Distretto Esposizione e del VII Distretto Tor Carbone, che hanno intercettato il 41enne a pochi metri dal luogo della segnalazione, corrispondente in tutto e per tutto alla descrizione diramata dalla sala operativa della Questura.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo sarebbe entrato in un negozio iniziando a minacciare i presenti, per poi estrarre un coltello e puntarlo alla gola di un cliente, rivolgendogli esplicite minacce di morte. Avrebbe quindi impugnato anche un tirapugni, sferrando una serie di violenti colpi contro la vetrata del locale.
All’arrivo della polizia avrebbe tentato di ripulire la scena, ma senza successo: gli agenti hanno recuperato sia il coltello sia il tirapugni utilizzati durante l’aggressione. Gli elementi raccolti hanno permesso di collegare l’episodio a un altro, avvenuto il giorno precedente nello stesso esercizio commerciale, quando l’uomo avrebbe devastato il locale con un bastone, aggredendo anche alcuni passanti. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza hanno confermato la dinamica ricostruita attraverso le testimonianze raccolte.
A chiudere il cerchio è stata la perquisizione dell’abitazione del 41enne, dove gli agenti hanno trovato un vero e proprio arsenale: un tirapugni in metallo, tre pugnali, un coltello a scatto e due sfollagente telescopici. Per lui è scattato l’arresto per tentata rapina aggravata, convalidato nelle aule del tribunale di piazzale Clodio.










