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“Massacrato da sei sgherri della mafia sionista”. L’accusa di Chef Rubio sui social dopo l’aggressione

16/05/24 - 09:11

“Potete massacrarmi ma tanto non mi piego”. La frase che Gabriele Rubini, in arte Chef Rubio, ha postato sulle sue pagine social a commento du una foto in primo piano del volto completamente insanguinato.

Post pubblicato subito dopo l’aggressione subita sotto casa dove sei persone lo hanno aspettato per massacrarlo di botte.

“Mi hanno aspettato fuori casa in 6 e hanno tagliato i fili del cancello per massacrarmi”. Così, su X, Gabriele Rubini, in arte Chef Rubio, postando video e foto dell’aggressione. Nelle immagini si vede lo chef con sangue sul volto e sulla testa e un occhio gonfio che dice “mi hanno massacrato di botte, hanno bloccato il cancello elettrico”, afferma Rubini, postando poi foto dell’interno di un auto con vetri rotti.

Tanti i messaggi e i post di solidarietà a Rubio che non ha mai nascosto o negato il suo essere pro palestinese.

“Dalle tende contro il genocidio in Sapienza esprimiamo la nostra massima solidarietà a Chef Rubio preso di mira e aggredito poco fa da una squadraccia sionista”. Così un comunicato degli studenti che protestano all’università di Roma per i palestinesi. “I giornali e il governo hanno dato a noi studenti e a chi protesta per la Palestina dei violenti, degli aggressori e degli intolleranti: una falsa narrazione che prova a ribaltare una realtà più che evidente. Il comunicato prosegue affermando che “Chef Rubio si è speso tantissimo da sempre per la causa palestinese rendendosi disponibile ed esponendosi anche prima del 7 ottobre partecipando ai presidi, alle azioni di boicottaggio e andando nelle scuole e nelle università. Il terrorismo sionista agisce impunemente da decenni con la connivenza di tutte le istituzioni di questo paese che, governo dopo governo, ha continuato dandogli sostegno militare, ideologico e politico”.

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