“Mi faceva sentire inutile e non potevo più sopportare di essere deriso”, sono queste le prime parole che Lorenzo Vitali, il 30enne che ieri mattina ha ucciso a martellate la nonna Gabriella Armari, ha detto durante l’interrogatorio negli uffici della squadra mobile a Roma al pubblico ministero che ha poi convalidato l’arresto. Il ragazzo è stato trasferito in carcere con l’accusa di omicidio e tentato omicidio.
Lorenzo Vitali, dopo aver confessato ha detto ai poliziotti dove aveva nascosto il martello con cui, oltre ad uccidere la nonna, ha ferito anche il compagno della madre.
Al momento non sono stati trovati certificati medici che possano far pensare a disturbi della personalità di Lorenzo anche se sia il suo avvocato che gli inquirenti hanno parlato di una persona confusa. Il ragazzo era rientrato ad Acilia da due giorni arrivato dalla Svizzera dove vive con la compagna e una figlia, la mamma fa l’infermiera e vive con il compagno. Arrivato in Italia ha preso una camera in un albergo di Ostia e ieri mattina, intorno alle 8:00 si è recato a casa della nonna, in via Giuseppe Molteni 265.
Non ha detto nemmeno il tempo all’anziana di farlo entrare che ha iniziato a inveire contro di lei per poi afferrare un martello che si trovava su un mobile ed ha iniziato a colpirla al volto e in testa. Gabriella Armari, 80 anni, sarta in pensione, è morta a causa dei violenti e ripetuti colpi inferti dal nipote. La madre di Lorenzo era al lavoro mentre il compagno Flavio, 51 anni, che era in camera letto ha visto arrivare il ragazzo con il martello in mano prima che iniziasse a colpirlo. Nonostante le ferite Flavio è riuscito a scendere le scale e chiedere aiuto al bar che si trova di fronte al palazzo.
La proprietaria e i clienti hanno subito chiamato il 112 e sul posto è arrivata l’ambulanza che ha caricato l’uomo ferito e lo ha trasportato al Grassi di Ostia.
Gli agenti della Polizia di Ostia, entrati nell’appartamento, hanno trovato Gabriella Armanti a terra in un lago di sangue già morta. Lorenzo Vitali era già fuggito verso la stazione dove ha preso un treno per Roma dove è stato fermato n viale Giustiniano Imperatore dagli agenti delle volanti e accompagnato negli uffici della squadra Mobile della questura di Roma.
l’arma del delitto è stata ritrovata in un’aiuola dove Lorenzo lo aveva lanciato durante la fuga verso la stazione. Salito sul treno ha chiamato la Polizia dicendo di aver fatto “un casino” senza sapere che la nonna era già morta. Seguendo il segnale del cellulare lo hanno poi rintracciato e arrestato in viale Giustiniano Imperatore.











